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Le radici ca tieni – Sud Sound System

Personalmente a me i SSS non fanno impazzire, anzi, non mi piacciono proprio (alla Frà un pò di più ma non è che ne sia una fan), ma devo dire che questa canzone è davvero bella e poi ha un testo davvero bello che in questo periodo di Tradizioni, Origini, e Cultura nazionalistica ci dice come in realtà il rispetto delle proprie radici e delle altre culture  non possano per forza essere antagonisti (e il “relativismo culturale” non debba necessariamente essere una brutta cosa)

‘Rit.: Se nu te scierri mai delle radici ca tieni
rispetti puru quiddre delli paisi lontani!
Se nu te scierri mai de du ede ca ieni
dai chiu valore alla cultura ca tieni!
Simu salentini dellu munnu cittadini,
radicati alli messapi cu li greci e bizantini,
uniti intra stu stile osce cu li giammaicani,
dimme mo de du ede ca sta bieni!
Rico Egnu dellu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu
e nu mbede filu no Ca l’italianu nu lu sacciu
ca se me mintu cu riflettu parlu lu jamaicanu strittu
perche l’importante e cu sai nu pocu de tuttu
anche se de tuttu a fiate me ne futtu
ma se na cosa me interessa su capace puru me fissu
se ete quiddhru ca oiu fazzu me mintu ddhrai e fazzu cè pozzu
perche addrhu bessere ieu ca decidu te mie stessu
ca la vera cultura è cu sai vivere
cu biessi testu ma sempre sensibile
puru ca la vita ete dura è meiu sai amare
puru quannu te pare ca ete impossibile. Leggi il seguito di questo post »

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Il tempo è denaro

Chi non ha mai pronunciato queste famossisime parole?  Chi non ha cercato di smuovere qualcuno dall’ozio esortandolo con questa massima?

Pochi sapranno però che questo aforisma, che ben descrive la nostra frenetica società capitalistica, trova le sue origini a fine 1700 ed  è attribuita al giornalista, filantropo, diplamatico ed inventore Benjamin Franklin (a lui dobbiamo il parafulmine).il tempo è denaro

La riflessione che voglio condividere però è un’altra:   Il tempo è denaro.   Ma vale di più il tempo o il denaro? Leggi il seguito di questo post »

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La Mala Reputation – Georges Brassens

Io e Francesca abbiamo scoperto le canzoni di Brassens grazie alle meravigliose interpretazioni   di De Andrè. Questa canzone in particolare però è stata riarrangiata dalla Banda Bardò nel suo ultimo album.

Cercando in internet la versione originale siamo incappati in questa versione in spagnolo che ci piace ancora di più, percio ve la postiamo.

La cattiva reputazione

Nel mio paese senza pretese
ho una cattiva reputazione,
faccia quello che faccia è la stessa cosa
tutti lo considerano male,

io non penso arrecare nessun danno
volendo vivere fuori della massa
no, alla gente non gli piace che
ognuno abbia una propria fede, Leggi il seguito di questo post »

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Leggere a tre anni – Metodo Doman

leggere a 3 anniGlenn Doman
Leggere a Tre Anni
I bambini possono, vogliono leggere

Armando Editore – aprile 2003
Libro , Pagg. 147
Formato: 13,5×21
Prezzo € 13,00

Anni fa Francesca lavorava in un asilo nido in cui veniva applicato il “Metodo Domanper insegnare ai neonati a leggere e contare. Non era particolarmente entusiasta di dover costringere i piccoli seduti davanti a lei mentre mostrava loro  dei cartelloni con delle grosse scritte sopra di cui ripeteva a voce alta nome e significato.  Anche io ero molto scettico quando a sera mi raccontava di queste lezioncine. Ci sembravano una inutile tortura finalizzata ad avere dei piccoli bimbi prodigio di cui i genitori avrebbero potuto vantarsi con amici e parenti.

Allo stesso tempo però Francesca era colpita da come in realtà la lezione fosse efficace e in parte anche ben accolta dai bimbi come routine quotidiana (in fin dei conti durava al massimo 15 minuti). I bambini “riconoscevano” le scritte e se quelli più grandicelli erano in grado di “leggerle” quelli più piccoli le sapevano perlomeno indicare.

Entrambi avevamo comunque ancora grossi dubbi.  Non ci convinceva affatto proprio la questione del saper leggere inteso come capacità di “riconoscere” delle  scritte:

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Bauman Circus – Il circo della modernità liquida

Intorno a noi si succedono cambiamenti epocali. I codici e le pratiche con cui i nostri genitori affrontavano la vita non sono più validi. Le città sono cambiate. Il lavoro è cambiato. I rapporti interpersonali sono cambiati. Quanto più attorno a noi vengono abbattute le frontiere, tanto più la società si chiude in sé stessa. In questo spazio fragile e difeso ossessivamente, siamo incapaci di progettare un futuro.

bauman circus

Ci muoviamo nella società con le caratteristiche dei fluidi: mobili, adattabili, incapaci di fissarci in una forma definita, in balìa delle spinte e delle forze esterne che incontriamo.  La metafora della liquidità è quella che meglio rappresenta le mutazioni inarrestabili che si  accompagnano alla modernità e alla globalizzazione.

Bauman Circus è uno spettacolo che tenta di leggere la realtà a partire dalle opere di Zygmunt Bauman, alternando a brani tratti dai suoi libri, frammenti di racconto, esperienze personali, articoli di giornale e analisi statistiche.

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Mostra Lucio Fontana – Palazzo Ducale Genova

Quando qualcuno dice:
questo lo so fare anch’io,
vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti
lo avrebbe già fatto prima.

(Bruno Munari)

lucio fontana - attese

Dopo aver visitato la mostra in omaggio a De Andrè al Palazzo Ducale di Genova, abbiamo fatto un salto anche alla mostra su Lucio Fontana, che era inclusa nel biglietto scontato. Nè io nè Francesca, nè tantomeno suo fratello che era con noi, conoscevamo questo artista, se non di fama. E’ infatti noto ai più per le famose tele tagliate! Una definizione riduttiva e superficiale, ci siamo scherzosamente presi in giro, entrando nelle sale del palazzo, consapevoli della nostra ignoranza in materia… Leggi il seguito di questo post »

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Mostra di Alfredo Jaar: It is Difficult – Questions/Questions

jaar_cultura

Da qualche settimana Milano è tappezzata di manifesti come questo. Neri, con scritte bianche e punti di domande viola, pongono ai passanti quesiti riguardanti la cultura, la sua “utilità”, il suo rapporto con la politica, con la religione, con il potere e con la nostra quotidianità. Per diversi giorni ho temuto che fosse una nuova trovata di viral o guerrilla marketing o qualche altro stratagemma pubblicitario di nuova generazione, invece ho poi scoperto che trattasi si di pubblicità, ma di una mostra dell’artista e film maker cileno Alfredo Jaar.

Approfittando dell’arrivo a Milano di un nostro caro amico all’estero per lavoro, compagno di numerose uscite culturali, una domenica mattina di dicembre abbiamo lasciato il bimbo dai nonni e ci siamo fiondati (avevamo giusto 3 ore di tempo tra una poppata e l’altra) all’Hangar Bicocca. Apertura prevista per le 11… arriviamo li circa alle 11:40 e sotto una pioggerellina fitta fitta leggiamo un cartello scritto a penna che ci dice che causa distacco della corrente nella zona l’apertura sarebbe stata posticipata alle ore 12! Vabbeh in fin dei conti si trattava solo di una ventina di minuti, fortuna che siamo arrivati in ritardo! Rimaniamo ad attendere mentre altri visitatori si aggiungono pian piano a noi. Alle 12 in punto arrivano anche le due ragazze della biglietteria, peccato però non avessero le chiavi!! Noi e gli altri visitatori cominciamo ad indispettirci, fa abbastanza freddo e la pioggerella è insistente, giro di telefonate tra i responsabili della mostra, la vigilanza e le ragazze della biglietteria, alla fine riusciamo ad entrare alle 12:30.. per fortuna l’attesa è stata ripagata con un ingresso omaggio!! Leggi il seguito di questo post »

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Catechismo di ateologia – Paul Desalmand

catechismo di ateologiaCatechismo di ateologia. In cosa crede chi non crede – Paul Desalmand
€ 12,50 pg 238
Editore Piemme – 2008

Cio di cui abbiamo bisogno non è la volontà di credere ma la volonta di scoprire, che è esattamente il contrario. (Bertrund Russel)

Che si sia atei convinti in cerca di solide argomentazioni storiche e filosofiche a cui appellarsi durante discussioni con i credenti, oppure si sia credenti che vogliano capire le motivazioni dei senza dio e sondarne la moralità, oppure si sia semplicemente scettici e curiosi, questo libro di Desalmand è assolutamente imperdibile.
Che lo si possa apprezzare e condividere, invece ovviamente dipende dalle posizioni di partenza con le quali si affronta il libro. Penso proprio che un credente possa ritenersi offeso da gran parte del libro e persino trovare difficile giungere alla fine.

Infatti frasi come “Dio offende la ragione”, “Dio non è altro che la proiezione delle aspirazioni dell’essere umano” (Feurebach) oppure ( riguardo alla sofferenza e all’ingiustizia nel mondo ) “la sola scusa che Dio ha, è che non esiste” (Stendhal) non sono facili da digerire nemmeno per il credente più disponibile alla comprensione e al dialogo.

o Il libro ci va giù pesante, sebbene non sia caratterizzato dalla stessa vena polemica del Trattato di Ateologia di Onfray o Dio non è Grande di Hitchens, ma quello che ho trovato affascinante è il suo essere una summa coltissima del pensiero ateo nella storia dell’umanità.
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Laboratori di Natale

A grande richiesta la nostra associazione culturale, Officina dei Colori, riprende le sue attività dopo la pausa che abbiamo deciso di prenderci per goderci a pieno il nuovo arrivato in famiglia, nonchè nuova mascotte dell’associazione:Alessandro!

varese

Ora però è giunto il momento di riprendere a pieno ritmo, partecipando a numerosi eventi di Natale presso biblioteche, scuole ed aziende con feste e laboratori a tema natalizio. Leggi il seguito di questo post »

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Zingari di Merda

Zingari di Merda!

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, vedendo handicappati finti, o veri, mendicare in metropolitana o davanti alle chiese, vedendo bambini sporchi e malvestiti bigellonare nelle piazze o nelle stazioni in cerca di qualche turista da borseggiare, o semplicemente vedendosi chiedere, con fin troppa insistenza, da uomini, donne, handicappati o bambini, comunque malconci, di pulire il vetro della propria auto al semaforo?zingari di merda - non vi vogliamo

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, sentendo qualcuno raccontare di uno scippo o di un furto in appartamento?

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, vedendo qualsiasi spazio periferico in mano al degrado, alla sporcizia e ai rifiuti?

Zingari di merda è da qualche anno diventata la frase che meglio racchiude l’insofferenza di noi italiani, verso un popolo così lontanto dal nostro ideale di cultura e di civiltà quanto vicino e presente nella nostra quotidianità. Un popolo la cui diversità è per noi fonte di insicurezza, reale o percepita, e che rappresenta per cittadini ed istituzioni un facile capro espiatorio, vero o presunto, di tutti i mali della nostra società. Leggi il seguito di questo post »

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