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Educazione e libertà

educazione e libertàEducazione e Libertà – Marcello Bernardi
Pag 191 € 14,00
Fabbri Editore, 2002

Il sottotitolo di questo meraviglioso libro di Marcello Bernardi è “Non c’è educazione senza libertà e non c’è libertà senza educazione” e racchiude alla perfezione tutto il suo concetto di pedagogia libertaria, rispondendo alle accuse di chi considera obbedienza e disciplina le uniche pratiche educative.

Ho letto questo libro qualche anno fa, ancora prima di diventare papà, perchè i concetti di libertà, obbedienza, educazione, indipendenza e disciplina mi hanno sempre intrigato e mi sono sempre posto il problema pedagogico di come sviluppare la libertà senza sprofondare nel permissivismo e insegnare le buone maniere e il rispetto delle regole senza rimanere schiavi della disciplina.

Ultimamente l’ho ripreso in mano, accompagnato da altre numerose letture che riguardano la disciplina, le regole, l’educazione e la libertà, e ne ho riscoperto tutto il fascino.

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Dormi bambino Dormi (Estivill)

dormi-bambino-estivillDormi bambino dormi – Guida rapida al sonno dei bambini
Eduard Estivill
Super UE Feltrinelli 2002
Pag. 60 € 6

Dopo aver letto “Fate la nanna” eccoci a quest’altro libro sul metodo Estivill. Indubbiamente come guida è rapida, io l’ho letta in meno di due ore, sarà che non riuscivo a staccarmene se non per commentare allibito a Francesca alcune frasi particolarmente scandalose…

Per chi non lo conoscesse, Estivill è un medico di una clinica del sonno spagnola che ha elaborato un semplice metodo per insegnare ai bambini a dormire bene, o meglio per insegnare ai genitori come costringere i propri figli ad addormentarsi da soli e non rompere più le scatole per tutta notte...

La guida è rapida e i consigli sono semplici, anche perchè consistono semplicemente nel rifilare al bambino un pupazzetto, un disegno alla parete e qualche ciuccio e poi lasciarlo nella stanza al buio ad addormentarsi da solo. Che non gli venga in mente di piangere o dimenarsi perchè tanto i genitori dovranno ignorare qualunque suo comportamento “inadeguato”..

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Il fasciocomunista – Antonio Pennacchi

Qualche sera fa eravamo a casa di amici ed in tv hanno dato “Mio fratello è figlio unico”.  Un film molto interessante ed avvincente tratto da un libro che avevo letto qualche anno fa e di cui perciò ho pensato di proporvi la recensione, ai tempi poi mai pubblicata.   Il film soprattutto nel finale si discosta molto dalla trama e dagli intenti, al punto che l’autore se ne è dissociato, ma io vi consiglio comunque vivamente entrambi.

il fasciocomunista

Il fasciocomunista – Vita scriteriata di Accio Benassi
Antonio Pennacchi

Ed. Mondadori 2003
Pg 390  € 9

Del protagonista di questo romanzo, da cui è stato tratto il film “Mio Fratello è figlio unico” uscito l’anno scorso, non si saprà mai il vero nome. In tutto il libro e per tutta la sua vita è sempre stato Accio, un nomignolo spregiativo che racchiude in sè tutta la carenza di affetto che caratterizza i suoi rapporti famigliari.
Dopo l’infanzia in seminario per far piacere al padre e per imitazione del fratello maggiore Manrico, arriva la crisi spirituale e il ritorno  a Latina,  con l’iscrizione al MSI.
I contrasti con i genitori, una madre distaccata ed autoritaria e un padre assente, operaio e religiosissimo, sono sempre più marcati e Accio sfoga la sua rabbia per strada con una frenetica attività politica, l’attacchinaggio dei manifesti e i pestaggi con i comunisti.
Col tempo però Accio si accorge che il fascismo per il quale combatte ben poco si interessa al destino delle masse e per questo viene allontanato dal partito. Scopre così, anche grazie ad alcuni incontri inaspettati e al coinvolgimento del fratello maggiore, che nel frattempo è diventato uno dei leader della rivolta studentesca di sinistra, che molti dei suoi ideali sono portati avanti anche dai tanto odiati nemici comunisti. Dopo qualche titubanza salta perciò il fossato ideologico e si ritrova a volantinare davanti alle fabbriche e a manifestare contro i suoi ex camerati.

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A che libro giochiamo? – Miari Eros

a che libro giochiamoA che libro giochiamo? – Miari Eros
€ 6,20 Pag 90
Editore    Mondadori (collana Infanzie) 1999

Il tema dell’amore per la lettura ci è molto caro, in primo luogo come lettori e genitori e in secondo luogo come fondatori dell’associazione Officina dei Colori, che tra le altre cose si occupa di portare in parchi, piazze e biblioteche laboratori e incontri sul leggere ad alta voce, sui libri tattili ecc

Purtroppo il libro viene ancora visto da molti come una cosa noiosa (e purtroppo sono proprio molti adulti a ritenerlo tale!), troppo ancorata a quello che si fa a scuola e quindi necessariamente viene visto come un obbligo o giusto qualcosa per passare il tempo durante una già noiosa giornata di pioggia…

Il libro di Eros Miari affronta il tema della promozione alla lettura più che con l’argomentazione attraverso dei giochi, dei percorsi da fare con i bambini ed i ragazzi per scoprire divertendosi, i luoghi le forme e i contenuti della lettura.

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Salvare il mondo senza essere Superman

salvaremondosupermanSalvare il mondo senza essere Superman. Gesti di ecologia quotidiana – Rizzo Roberto
€ 10,80 Pg 172
Ed. Einaudi Tascabili 2005

Sono ormai anni che leggo libri di ecologia, economia, decrescita e globalizzazione e che sono convinto che i cambiamenti fondamentali per una società più equa e sostenibile per l’ambiente, per noi e per le generazioni future debbano venire innanzitutto dalla politica e dalle grandi organizzazioni economiche e finanziarie. Sono però altrettanto convinto che la politica non sia solo quella “di palazzo” ma sia constituita anche da qualunque gesto e comportamento quotidiano.  Piccoli gesti quotidiani, molti dei quali banali e irrilevanti che però possono concretamente ridurre l’impatto ambientale e determinare le rotte politiche ed economiche del futuro. Non potevo quindi farmi sfuggire questo libro di Roberto Rizzo, giornalista scientifico, che ha lavorato come ricercatore al CERN di Ginvevra ed e coordinatore editoriale di alcune riviste dedicate alle fonti rinnovabili. Leggi il seguito di questo post »

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La vita senza pannolini

Io e Francesca usiamo per il nostro piccolo Ale i pannolini ecologici fin dai primi giorni di ritorno dall’ospedale. Quindi per noi, non usare i pannolini usa e getta è la norma e non ci sembra di compiere nessun gesto straordinario nel lavare, stendere e riutilizzare tutti i suoi pannolini anzichè riempire le discariche con quelli usa e getta.infant potty training

Questo però non significa che l’utilizzo dei pannolini ecologici non ci faccia sentire un po diversi.. Infatti molti, troppi genitori, purtroppo, non si immaginano nemmeno di avvicinarsi ad essi. Spesse volte parlandone con mamme conosciute in giro, siamo stati guardati con stupore e raccapriccio. A volte ci è stato pure chiesto: ” ma come … pannolini lavabili? ..nel senso.. che si lavano??”

Questo sentirsi diversi però non era sintomo di imbarazzo per noi, è una forma di diversità che ci piace, e senza nascondere una punta di orgoglio, ci fa essere ancora più tenaci nelle nostre scelte ecologiche ed educative. Ecco però, che appena ci si compiace del proprio essere “radicali” si viene a scoprire che c’è qualcosa di più, qualcosa di ancora più estremo, qualcosa di meglio.. o di peggio!
Se nel caso del vegetarianesimo, c’è il veganesimo, e poi il crudismo ecc ecc.. nel caso dei pannolini usa e getta, c’è chi come noi usa quelli lavabili, e chi, come l’autrice di questo libro, non usa affatto i pannolini!!

la vita senza pannolini

La vita senza pannolini: L’igiene naturale del bambino – Sandrine Monrocher Zaffarano
€ 10,00 Pg 104
L’Età dell’Acquario Edizioni 2006

Ci siamo avvicinati a questo libro perchè in realtà stavamo cercando un libro sull’uso del vasino “precoce”, chiamato IPT (cioè Infant Potty Training) cioè un metodo educativo che permette di avvicinare i bimbi all’uso del vasino gia a partire dal primo anno di vita, e questo con indubbi vantaggi psicologici, ambientali ed economici.
In libreria però l’unico libro sull’argomento era questo, e riguarda quella che abbiamo scoperto chiamarsi EC (Elimination Communication) e cioè quella pratica che suggerisce ai genitori di non usare i pannolini e avvalersi del vasino, o lavandino, o water, fin dalle prime settimane di vita del bimbo, basandosi come dice il nome stesso (“Comunicazione di Eliminazione”) sulla relazione figlio-genitore in termini di comunicazione dei propri bisogni di eliminazione.

Il libro inizia ripercorrendo molto velocemente la storia umana per illustrare i vari modi di occuparsi dell’igiene dei bambini nel corso dei secoli. Poi ci informa su come le pratiche educative e le abitudini di molte mamme vengano influenzate da studi ufficiali eseguiti da eminenti medici specialisti, professori universitari e pediatri che però sotto sotto sono “sponsorizzati” da grandi industrie con interessi specifici. Nel caso dei pannolini, nella cura dell’igiene dei bambini, c’è stata svolta “grazie” allo studio di T. Berry Brazelton che suggerisce di non iniziare mai l’uso del vasino prima dei 18 mesi, meglio ancora se 24. Ebbene, Brazelton, guarda caso, era uno dei principali medici specialisti dell’Istituto Pampers… Leggi il seguito di questo post »

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Catechismo di ateologia – Paul Desalmand

catechismo di ateologiaCatechismo di ateologia. In cosa crede chi non crede – Paul Desalmand
€ 12,50 pg 238
Editore Piemme – 2008

Cio di cui abbiamo bisogno non è la volontà di credere ma la volonta di scoprire, che è esattamente il contrario. (Bertrund Russel)

Che si sia atei convinti in cerca di solide argomentazioni storiche e filosofiche a cui appellarsi durante discussioni con i credenti, oppure si sia credenti che vogliano capire le motivazioni dei senza dio e sondarne la moralità, oppure si sia semplicemente scettici e curiosi, questo libro di Desalmand è assolutamente imperdibile.
Che lo si possa apprezzare e condividere, invece ovviamente dipende dalle posizioni di partenza con le quali si affronta il libro. Penso proprio che un credente possa ritenersi offeso da gran parte del libro e persino trovare difficile giungere alla fine.

Infatti frasi come “Dio offende la ragione”, “Dio non è altro che la proiezione delle aspirazioni dell’essere umano” (Feurebach) oppure ( riguardo alla sofferenza e all’ingiustizia nel mondo ) “la sola scusa che Dio ha, è che non esiste” (Stendhal) non sono facili da digerire nemmeno per il credente più disponibile alla comprensione e al dialogo.

o Il libro ci va giù pesante, sebbene non sia caratterizzato dalla stessa vena polemica del Trattato di Ateologia di Onfray o Dio non è Grande di Hitchens, ma quello che ho trovato affascinante è il suo essere una summa coltissima del pensiero ateo nella storia dell’umanità.
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Zingari di Merda

Zingari di Merda!

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, vedendo handicappati finti, o veri, mendicare in metropolitana o davanti alle chiese, vedendo bambini sporchi e malvestiti bigellonare nelle piazze o nelle stazioni in cerca di qualche turista da borseggiare, o semplicemente vedendosi chiedere, con fin troppa insistenza, da uomini, donne, handicappati o bambini, comunque malconci, di pulire il vetro della propria auto al semaforo?zingari di merda - non vi vogliamo

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, sentendo qualcuno raccontare di uno scippo o di un furto in appartamento?

Quanti di noi avranno pronunciato o pensato questa frase, vedendo qualsiasi spazio periferico in mano al degrado, alla sporcizia e ai rifiuti?

Zingari di merda è da qualche anno diventata la frase che meglio racchiude l’insofferenza di noi italiani, verso un popolo così lontanto dal nostro ideale di cultura e di civiltà quanto vicino e presente nella nostra quotidianità. Un popolo la cui diversità è per noi fonte di insicurezza, reale o percepita, e che rappresenta per cittadini ed istituzioni un facile capro espiatorio, vero o presunto, di tutti i mali della nostra società. Leggi il seguito di questo post »

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A cosa serve la cultura – Quattordici contributi (AAVV)

A cosa serve la cultura -Quattordici contributi (AAVV)
€ 8,00 pg 157
Il Saggiatore Tascabili 2008

In questo periodo in cui la cultura viene considerata dai più come una cosa noiosa da intellettuali elitari, oppure al contrario come un oggetto di consumo per l’intrattenimento della massa (non a caso spesso si parla di prodotti culturali), in cui la scuola è oggetto di critiche, polemiche, e attentati politici, in cui spesso si tende a confondere la Cultura con l’Istruzione, forse la domanda “A cosa serve la cultura?”può essere uno spunto per riflettere meglio su tutto ciò che consideriamo cultura, educazione e sullo scopo che ci si prefigge quando si parla di diffondere la cultura.

La Cultura viene concepita come formazione individuale, come attività che consente di “coltivare” l’animo umano. Ma può anche anche essere concepita come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. In questo caso non riguarda solo il singolo e l’individuo, nè necessariamente può essere ridotta ad un processo di acculumazione quantitativo di competenze. In questo caso concerne anche la collettività di cui fa parte e considerata l’esistenza di diversi gruppi etnici o raggruppamenti sociali il concetto può ovviamente essere declinato al plurale.

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Disobbedienza civile – Henry David Thoreau

Disobbedienza Civile – Henry David Thoreau
€ 12,50 pg 102
Ed. SE 1992

Henry D. Thoreau è un grandissimo scrittore americano vissuto nel 1800. Conosciuto dai più per il suo essere uno stravagante naturalista e per la sua esperienza di vita nei boschi lontano dalla civiltà, raccontata nello splendido libro “Walden” è in realtà una figura complessa e fondamentale della letteratura, della critica sociale e della filosofia americana. Anticipando di decenni molte delle tematiche sollevate da movimenti ambientalisti, antiprogressisti, umanitari, rivoluzionari, ecc ecc del novecento e del giorno d’oggi, i suoi testi hanno anche ispirato Lev Tolstoy, Gandhi e Martin Luther King.

Questo piccolo libricino pubblicato dalla SE consiste di tre parti. Una postfazione di Franco Meli e i due saggi “Disobbedienza civile ” e “In difesa del Capitano John Brown”. Entrambi la trascrizione di discorsi che Thoreau ha tenuto in pubblico nella sua cittadina, il primo per argomentare il suo rifiuto a pagare le tasse e per invitare alla resistenza attiva al governo. Il secondo per denunciare l’immoralità della schiavitù e difendere il Capitano John Brown, un rivoluzionario abolizionista antischiavista che a seguito di una insurrezione armata era stato catturato e impiccato.

“Il migliore dei governi è quello che non governa affatto” Leggi il seguito di questo post »

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