La vita ridotta all’osso – Leo Hickman

Leo Hickman- La vita ridotta all’osso: Un’anno senza sprechi: le disavventure di un consumatore coscienzioso.

Ed. Ponte Alle Grazie pg 268 € 16

vitaridottaossoLeo Hickman è un giornalista del Guardian, fino a qualche anno fa non si era mai fatto più di tanti problemi a proposito del vivere etico. Un pò per sfida, un pò per scherzo e un pò per semplicemente per iniziare una nuova e particolare rubrica sul suo giornale, ha iniziato a porsi delle domande e a vedere come fosse possibile davvero per ogni singolo abitante del pianeta ridurre la propria “impronta ecologica”.

Ho comprato questo libro tra l’interesse e lo scetticismo, non capivo se era opera di un attivista intenzionato a raccontare con ironia le difficoltà quotidiane del vivere etico o di un giornalista senza scrupoli atto a screditare e ridicolizzare i consumatori consapevoli. Devo dire che il sottotitolo in italiano non aiuta, anzi è un po fuorviante e mi faceva pensare alla seconda supposizione. In inglese invece è un pò piu neutro “Il mio anno cercando di vivere eticamente” ma con decisamente meno appeal.

Inutile dire che ho letteralmente divorato le sue 268 pagine, e che in molte occasioni ho rivissuto gli stessi dubbi, le stesse conquiste e le stesse delusioni. Lo stile dell’autore è semplice e fresco, molto diretto e d’impatto, affronta ogni argomento con la giusta ironia e la dovuta serietà (d’altronde è un articolista di un prestigioso giornale londinese) e questo fa si che il libro risulti interessante sia a chi è già addentro a queste “pratiche” sia ai cittadini inconsapevoli della propria responsabilità verso l’ambiente.

La grossa pecca di chi cerca di diffondere le argomentazioni della sensibilità ambientale, del consumo critico e del vivere etico, solitamente è proprio l’arroganza da “illuminati” con cui si opera l’evangelizzazione, con la quale si cerca di fare proseliti (con scarsi risultati) oppure il fatto che il messaggio è rivolto e raggiunge solo persone che già lo condividono.
Non è questo il caso, in primis perchè l’autore non è / non era un ambientalista/vegetariano/ecc convinto e poi perchè nella scelta radicale di cominciare a vivere eticamente ha mantenuto una certa sobrietà, e una certa dose di moderazione.

Quando leggo libri che parlano di globalizzazione, ambiente e consumo critico penso sempre se il libro che ho in mano potrebbe piacere a qualcuno che conosco e che effetto avrebbe su di lui/lei – oddio sono stato contagiato anche io dalla compulsione al proselitismo!! – ebbene questo è un libro che regalerei / farei leggere volentieri a chiunque indipendentemente dalle abitudini piu o meno ecologiste o posizioni politiche.

Racconta semplicemente, non cerca di convincere, espone punti di vista (spesso contrastanti – lui che vorrebbe provare ad essere totalmente etico e la moglie che non vuole rinunciare ai suoi profumi firmati) non si fa portavoce di una rivoluzione culturale, esprime le sconfitte e i successi di una persona normale con un lavoro normale e una famiglia normale in una grande città del mondo, che cerca di fare ciò che ritiene opportuno per migliorare il pianeta (o quantomeno non accrescere il danno che gli stiamo causando..), il tutto con ironia e arricchito dalle lettere, vere, dei suoi lettori del Guardian che gli chiedono e gli danno consigli; Infatti come accennato all’inizio tutto è nato per una nuova rubrica sul Guardian, che c’è tuttora e che ora è possibile trovare anche in italiano sul sito di Internazionale quindi se il libro ha colto nel segno è possibile rinnovare ogni giorno con la sua rubrica l’interesse per l’argomento e le motivazioni per una vita etica.

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1 Response so far

  1. 1

    […] toccati dal progetto mi hanno ricordato un altro libro molto interessante e per certi versi simile: Una vita ridotta all’osso. Se però in quest’ultimo l’attenzione era posta sul vivere etico nel libro della Levine […]


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