Una nuova narrazione del mondo – Riccardo Petrella

Una nuova narrazione del mondo
Riccardo Petrella
Una nuova narrazione del mondo
EMI pp. 192 – Anno 2007 – € 10,00

nuovaNarrazioneMondoRiccardo Petrella è un economista politico che ha lavorato per diversi anni alla Commissione Europea di Bruxelles, nel 1991 ha fondato Il Gruppo di Lisbona per analizzare i cambiamenti della globalizzazione e nel 1997 ha istituito il Comitato Istituzionale per Il Contratto Mondiale dell’acqua.

Questo libro nasce dalla rielaborazione di un intervista a lui posta da Roberto Bosio. Ed infatti all’interno dei suoi 7 capitoli presenta domande e risposte risultando così più incisivo e di scorrevole lettura.

Dalla quarta di copertina si legge:

La narrazione dominante del mondo d’oggi è ispirata da 3 forze maggiori:

– la fede nella tecnologia
– la fiducia nel capitalismo
– la convinzione dell’impossibilità di alternative al sistema attuale.

La Teologia Universale Capitalista (TUC) è alla base del sogno mondiale del capitalismo e di una società di mercato competitiva.

La nuova narrazione del mondo costruisce una rappresentazione del mondo, fondata su 7 principi:

– il principio della vita
– il principio dell’umanità
– il principio del vivere insieme
– il principio dei beni comuni
– il principio della democrazia
– il principio della responsabilità
– il principio dell’utopia.

L’originalià e lo spunto interessante del libro sta proprio nel interpretare la attuale situazione economica e sociale del mondo attraverso la metafora religiosa. La Teologia Universale Capitalista ha quindi la sua trinità (liberalizzazione, deregolamentazione, privatizzazione), la sua Pentacoste (la tecnologia), il suo vangelo (quello della competitività), i suoi teologi e i suoi evangelisti ecc. Perfino la sua nuova arca di Noè: il mercato globale!

La prima parte del libro analizza la narrazione della globalizzazione capitalista, dimostrandone le logiche, i moventi e i retroscena, il tutto condito da interessanti schemi e tabelle ricche di numeri e riferimenti. Soprattutto mette anche a nudo le sue irrazionali e illogiche convinzioni.
Le regole del mercato sono infatti spesso presentate come leggi scientifiche, al pari della fisica, chimica o della biologia quando in realtà non lo sono affatto e le conclusioni che ci vengono propinate come realtà tangibili, naturali e immodificabili, non sono spesso altro che assurdi sillogismi o vere e proprie mistificazioni.

Nella seconda parte avviene invece la rivelazione di una diversa narrazione del mondo. Affinchè essa possa essere concepita, condivisa e realizzata è però innanzitutto necessario abbandonare il cinismo pragmatico in favore della progettualità utopica e (citazione di Eduardo Galeano) “cominciare ad esercitare il nostro sacrosanto e mai proclamato diritto di sognare”. Ciononostante la seconda parte del libro non è affatto campata per aria nè si esaurisce in una lettura sognante ed evocativa di mondi belli buoni e giusti. Al contrario, individua quali sono le strade da seguire (per quanto i percorsi siano tutti da percorrere e tracciare), quali sono i passi fatti finora, e quali sono i punti principali da tenere a mente per cominciare a reagire all’ideologia dominante.

I tre elementi hanno fondato per secoli gli Stati-Nazione sono imprescindibili: Identità, Fiducia e Solidarietà. Senza le prime due non potrà mai esserci solidarietà e senza solidarietà non potrà esserci nessuna società. Ora non siamo più una società perchè non esiste più solidarieta nè esistono più beni comuni da organizzare e amministrare insieme, per il bene collettivo.

Limiti alla privatizzazione dei beni comuni (acqua, aria, sole, educazione ecc), Eliminazione dei paradisi fiscali, introduzione di ecotasse, tutela dell’ambiente, sobrietà nei consumi, riconoscimento del diritto ad una vità degna per ogni essere umano, cittadinanza universale e riconoscimento politico e giuridico dell’Umanità, sono solo alcuni esempi dei piccoli e grandi passi necessari per raggiungere la giustizia sociale e una mondializzazione equa e rispettosa per il Pianeta.

Per poter, uso un espressione di Serge Latouche, “decolonizzare l’immaginario”, respingere la teologia universale capitalista, e inventarsi una nuova narrazione del mondo – che non è detto debba per forza essere presentata in questo libro – insomma per costruirsi e costruire una alternativa è necessario mantenere viva l’innovazione culturale e ideologica, la partecipazione alla vita politica e sociale e la lotta radicale intesa non come estremismo ma come ricerca della radice dei problemi e proposta di nuove soluzioni in grado ,appunto, di “sradicarli”.

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