La scuola anti trantran – Maria Luisa Bigiaretti

Scuola anti trantran coverLa scuola anti trantran – Imparare divertendosi – Una maestra racconta
Maria Luisa Bigiaretti
Nuove Edizioni Romane – 2006
Prezzo: € 15 Pagine: 219

Questo libro è il racconto di alcune tra le mille esperienze vissute da una maestra delle elementari che, a partire dal primo dopoguerra, si è impegnata ad offrire a tutti i suoi alunni un insegnamento nuovo, completamente diverso dai sistemi tradizionali.

I bambini non vengono sommersi da nozioni, informazioni e spiegazioni sterili, ma tutto il lavoro fatto in classe è arricchito dall’esperienza pratica di ognuno. Questo nuovo metodo però non esclude alcuni aspetti di base dell’educazione tradizionale, come per esempio le esercitazioni, che rimangono di fondamentale importanza per l’assimilazione durevole delle nozioni apprese.
Si tratta quindi solo di un approccio, decisamente diverso, nell’insegnare la matematica, la grammatica, la storia… e l’approccio utilizzato da questa maestra fuori dagli schemi è quello di insegnare attraverso il gioco e la scoperta, ad esempio l’area di un quadrato viene dedotta e calcolata dagli alunni di quarta mentre costruiscono una casa fatta di mattoni veri, da loro stessi costruiti.

L’incontro con le opere di Rodari e Piumini non possono che stimolare maggiormente attività non prettamente scolastiche, con le invenzioni di filastrocche, poesie e altri giochi linguistici che permettono ai bambini di ampliare il proprio vocabolario, sviluppare il linguaggio, ma soprattutto di divertirsi. L’imparare a leggere e a scrivere diventa quindi una necessità per i piccoli alunni che vogliono essere loro stessi in grado di utilizzare il prima possibile questi strumenti per esprimersi in modo corretto e dettagliato i loro pensieri e i loro sentimenti ma anche per giocare e divertirsi.

Anche gli errori non vengono visti come tali, o meglio, come diceva Rodari “Ridere degli errori è già un modo per distaccarsene” e se ne può trarre lo spunto per imparare.

Per intraprendere un percorso pedagogico simile e portare in classe un metodo di questo tipo sono assolutamente indispensabili impegno, fatica e amore per il proprio lavoro, e tutto ciò rende sempre più difficile, per diverse ragioni, trovare insegnanti che siano (o siano ancora..) disposti a tanto.

Solo alcune esperienze descritte nel libro mi hanno lasciato molto perplessa, per quanto piacevolmente stupita, come per esempio quella del “Cantatrullo della Libertà”. Durante questa attività viene affrontato con una Classe Quinta il tema della libertà, analizzato a partire da diverse fonti, sotto diversi punti di vista e con l’obiettivo di realizzare uno spettacolo di canti e poesie. Nulla di strano, se non per alcuni canti popolari, patriottici o rivoluzionari portati in classe dall’impavida e determinata maestra come “El Pueblo Unido” e “Il nuovo Maggio”.
Per quanto alcuni valori siano indiscutibili a prescindere dalla diversa posizione politica, non capisco come sia riuscita ad affrontare un simile percorso apparentemente senza ostacoli e senza l’opposizione e la resistenza di genitori, colleghi e istituzioni.

Concludendo, questo libro, a mio avviso, è molto molto interessante se non fondamentale per tutti coloro che hanno deciso di lavorare con i bambini o hanno scelto la “missione” di insegnante. Ma come dice la stessa autrice :“di ogni strumento si può fare cattivo uso”, anche questo testo non fa eccezione. Non deve essere applicato in modo assoluto e acritico ma può davvero essere un valido punto di partenza per sperimentare nuove vie per un insegnamento efficace.

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