Mostra di Victor Vasarely

victor vasarelyMostra Victor Vasarely – Triennale Bovisa
Dal 04/10/07 al 27/01/08
8 € dalle 11.00 a mezzanotte.

Qual’è il ruolo dell’intellettuale e dell’artista nella società? Può l’arte portare un suo contributo per migliorare dal punto di vista etico ed estetico la vita?

A queste domande ha cercato di rispondere Victor Vasarely durante la sua vita e attraverso le sue opere.

Non conoscevo Victor Vasarely e devo dire che inizialmente i numerosi cartelloni in giro per Milano con uno dei suoi famosi quadri di optical art non mi aveva attratto più di tanto.
Su insistenza di alcuni amici e grazie al fatto che la mostra era aperta fino a tardi, abbiamo deciso di trascorrere un sabato sera lontano dal caos dei locali e abbiamo avuto l’opportunità di conoscere questo grande artista.

La mostra raccoglie 200 opere dell’artista nato nel 1906 in Ungheria e trasferitosi nel 1930 a Parigi dove è morto una decina di anni fa. Suddivisa in 9 sezioni ripercorre tutta l’evoluzione artistica e culturale di Vasarely, dall’iniziale periodo figurativo fino ai Programmes.

circo_vasarelyE’ notevole il salto stilistico e concettuale fatto dall’artista ma all’interno della mostra è ben chiaro il percorso intrapreso. A parte proprio i primissimi quadri figurativi, che comunque denotavano già uno stile particolare, coloratissimo e un po surreale, ci sono i famosi lavori sulle zebre in cui comincia a lavorare sul bianco e sul nero e comincia i primi esperimenti ottico cinetici. zebras_vasarelyE’ incredibile e affascinante come solo disegnando delle linee riesca a far venir fuori l’immagine dei due animali. In effetti detto cosi sembra un po banale, anche perchè in effetti tutta la pittura consiste nel disegnare delle linee, ma in questo caso di pure linee oblique si tratta, solo che delle piccolissime variazioni di percorso e di spessore portano ad un affascinante effetto ottico. Successivamente a queste prime sperimentazioni in bianco e nero Vasarely comincia ad introdurre il colore e tutte le sue successive opere con le loro illusioni ottico-prospettiche lo consacrano come uno dei principali esponenti della optical-art.

Mano a mano che ci sia avvia verso la fine della mostra le opere assumono sempre più un carattere di pura esecuzione tecnica in cui schemi pittorici rigidissimi e ripetitivi ecolori vivaci e contrastanti lasciano lo spettatore quasi abbacinato. Questo non significa che le sue opere alla fine risultino fredde o impersonali, al contrario riescono davvero a coinvolgere, forse anche grazie agli effetti ottici che in molti casi sembrano quasi risucchiarci all’interno del quadro o sgorgare violentemente da esso.

vega_vasarely

Di certo ai giorni nostri, in cui cinema, arte e marketing si fondano sugli straordinari effetti speciali della computer grafica, i quadri possono apparire puri esercizi di stile, soltanto banali effetti ottici realizzabili in pochi minuti con qualche apposito programma di grafica per pc. La cosa affascinante è però proprio questa: che non si tratta di opere fatte con un computer, con effetti di disegno randomico o quantaltro, ma sono proprio state immaginate e realizzate a mano, su tela e con tempere e pennelli da un uomo, e non da una macchina. Constatare la genialità dell’artista e la sua assoluta precisione mi ha reso affascinante ogni singolo quadro.

Ma in che cosa comunque le opere di Vasarely riescono a rispondere alle domande dell’artista? Non è detto che lo facciano; il fatto è che Vasarely ad un certo punto della sua carriera comincia a vedere l’arte come un tesoro comune, un patrimonio collettivo. E sostiene che se l’arte di domani non riuscira a raggiungere questo obiettivo allora non sarà arte affatto.

Con in mente il suo scopo di democratizzare l’arte, ritenendo la tela troppo piccola e i musei troppo elitari e chiusi per permettere una sua sufficiente diffusione comincia a dipingere su nuovi supporti. Capita quindi che si avvicina all’architettura. Anche perchè arte e architettura rappresentano la sintesi di problemi concreti come il bisogno della casa e la necessità del bello nella vita quotidiana. Il desiderio quindi di diffondere l’arte e di migliorare il mondo attraverso il suo messaggio estetico lo porta a dipingere su palazzi, cancelli, piazze e addirittura ipotizzare di dipingere le centrali nucleari.vasarely_nuclearplant

Quindi anche se il discorso è solo in parte politico, il ruolo di Vasarely è comunque di artista impegnato, se non nel propagandare proposte e soluzioni politiche e sociali concrete quantomeno nel voler diffondere e condividere l’arte con l’umanità e non volerla relegare nelle gallerie dei musei. Insomma nel considerare anche l’enorme valore etico dell’arte, le sue connotazioni universali e democratiche e la sua capacità di rispondere ad un bisogno innato dell’uomo e quindi di migliorare la vita quotidiana e così il mondo.

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2 Risposte so far

  1. 1

    giulio said,

    be credo che gli effetti ottici rappresentino la vita….a seconda d come si interpreti

  2. 2

    giulio said,

    se leggete il mio blog capirete


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