Poesia Dorsale

Ci sono idee o cose che a volte mi lasciano come folgorato, che mi appassionano e diventano la mia ossessione per giorni interi. Possono essere giochi di parole letti su qualche rivista, pubblicità particolarmente ben riuscite o opere d’arte. Mi affascinano soprattutto l’inventiva e la capacità dell’uomo di trovare sempre delle nuove forme di espressione personali ed innovative o di associare concetti in modo divertente, arguto ed originale.
E’ il caso della “poesia dorsale“, un’idea che nella sua semplicità, racchiude passione per i libri, sensibilità poetica, acume letterario, spirito ludico e impatto visivo.

poesia dorsale

L’idea è venuta al giovane graphic designer Silvano Belloni, osservando delle pile di libri accatastati alla rinfusa, e poi sviluppata insieme ad Antonella Ottolina, giornalista e Chiara Corio photo editor. Si tratta di comporre delle brevi poesie utilizzando i dorsi dei libri. Il contenuto del libro non è importante, anzi è assolutamente irrilevante, quello che serve è una manciata di titoli, i più disparati, da assemblare insieme in un questo brainstorming da scaffale. Trovati i titoli giusti, i libri vengono impilati e fotografati immortalando la poesia con tutta l’eterogeneità del dorso dei libri, con i loro colori, spessori e caratteri differenti.

Il bello della poesia dorsale è proprio questo, che è necessaria la presenza del libro, la sua fisicità per far nascere ed esistere i suoi brevi versi. Troppo facile decidere un argomento, cercare in internet o pensare a tutti i titoli esistenti e buttar li un testo. Diverso è curiosare tra gli scaffali della propria libreria, o in quella altrui, e in pochi minuti tirar fuori la propria composizione.

Quando oggi io e la mia compagna abbiamo scoperto alla libreria SognaLibro di Casorate Primo l’esistenza di questa nuova “modalità espressiva” non abbiamo potuto fare a meno appena tornati a casa di rimanere per ore impalati davanti alla nostra libreria per creare qualche verso. E’ stato fantastico scoprire quanto alcuni brevi versi erano già scritti nell’ordine totalmente casuale dei libri sugli scaffali, di certo non sufficienti a creare delle vere e proprie poesie ma sicuramente utili per invogliarci a continuare questo nuovo interessante e appagante gioco.

Poco tempo dopo alcune composizioni erano già pronte e anche se non ne siamo completamente soddisfatti pensiamo di pubblicarle giorno per giorno su questo blog. Visto che possediamo per la maggior parte libri di saggistica e non romanzi e che quindi i titoli spesso sono un po troppo lunghi o specifici, e complice anche la fresca lettura dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters ci siamo un po allontanati dalla poesia vera e propria per comporre dialoghi e descrizioni di personaggi immaginari o che potessero rappresentare amici e conoscenti.
Anche se ci siamo allontanati dall’idea originaria o i nostri risultati non sono tutti apprezzabili, non pensiamo che gli ideatori di questo progetto se la prenderanno a male e comunque, come scrivono nella presentazione del loro sito, a guadagnarci sempre è il Libro. Infatti è anche grazie a piccole idee come questa che può essere diffusa la passione per la lettura, l’amore per i libri e possono essere riscoperti libri dimenticati sugli scaffali fino ad oggi abbandontai alla polvere.

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