Decrescendo Cantabile – Jean Claude Besson Girard

Decrescendo cantabile. Piccolo manuale per una decrescita armonica  – Jean-Claude  Besson-Girard
€ 16,00  pg 175
Jaca Book  2007

L’idea della decrescita fa paura. Come scrive Serge Latouche nella prefazione di questo libro, la pregnanza sul nostro immaginario della religione della crescita e dell’economia è tale che parlare di decrescita è letteralmente blasfemo e colui che vi si arrischia è trattato da iconoclasta. Ma parlare di decrescita è, al giorno d’oggi, auspicabile e necessario poichè con il delirio della crescita illimitata, in un mondo finito, la presunta razionalità del mondo economico svela la sua fondamentale irrazionalità.
Questo piccolo manuale, ad opera del pittore Jean-Claude Besson-Girard, si rivolge a tutti quegli “obiettori della crescita” che intendono sfuggire al degrado etico, materiale ed ambientale causato dall’economismo dominante.
Questo libro, diversamente da molti altri pubblicati negli ultimi mesi, incentra le sue argomentazioni non tanto sulle statitiche dei disastri ambientali o su teorie economiche, quanto sull’aspetto poetico dell’idea di decrescita.
L’autore individua nella degradazione dello spirito poetico e della facoltà di sentire e di interrogarsi le principali cause , allo stesso sintomi, del nostro stato di alienazione che ci porta a consegnarci ciecamente nelle mani della più grande utopia della storia umana, quella della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate.
Da troppo tempo abbiamo deciso di far dipendere le nostre vite dall’economia, una mostruosa riduzione delle nostre esistenze sul piano contabile. L’uomo deve riscoprire e preservare le relazioni con se stesso, con gli altri e con la natura e deve ricercare l’armonia come istanza fisica per opporsi all’alienazione.

Le produzioni industriali, il progresso scientifico e le innovazioni tecniche ci hanno dimostrato la capacità del genere umano di superare la maggior parte delle barriere, morali o materiali, che fino a pochi decenni fa sembravano invalicabili. Secondo Cornelius Castoriadis il problema contemporaneo della democrazia sta nell’esercizio del nostro bene primario e diritto fondamentale, la libertà. La libertà è e deve essere un’attività autolimitante, sa di poter fare tutto ma anche che di non dover fare tutto.
Il solo fatto che qualcosa sia possibile non ci deve spingere necessariamente a farlo. L’industria e il mercato sembrano aver dimenticato la differenza fondamentale tra la possibilità e l’opportunità di fare. E questo con gravi conseguenze in termini di ingiustizie sociali, danni ambientali, consumo di risorse, produzione di rifiuti e alienazione.

E’ necessario quindi ritornare a riconoscere il senso della misura e del limite. Passare dal razionale al ragionevole e mantenere una visione durevole, equa e sobria dello sviluppo, al fine di evitare quelli che l’autore definisce, e suggerisce di chiamare, a tutti gli effetti “crimini contro l’umanità futura”.
Come si può ancora chiamare civiltà un progetto planetario che impedisce alle generazioni future di prendervi parte?

La poetica non è utilitaristica, la poesia è una forma espressiva che tende più di ogni altra ad avvicinarsi all’essere e può aiutare a comprendere e a sentire il profondo significato della società della decrescita, che grazie al suo carattere utopico e al suo potenziale rivoluzionario non è accessibile con i soli strumenti della ragione.

Il solo passaggio sopra al baratro che si prospetta nel futuro dell’umanità è una corda tesa tra la memoria e l’orizzonte. Una corda intrecciata di intelligenza e sollecitudine per il mondo, di voglia di conoscere e riconoscere e di ritrovato desiderio del bene comune.

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2 Risposte so far

  1. 1

    Alfiere said,

    Ciao ragazzi! sono arrivato qua seguendo il link che avete lasciato nel meetup di “per il bene comune”…

    Se volete scambiare i link fra i nostri blog ne sarei felice; anche nel mio parlo di decrescita, e quindi suppongo che possiamo in qualche modo “collegarci”.

    E’ bello sapere di non essere i soli a pensarla in un certo modo…


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