Consigli a un giovane ribelle – Hitchens Christopher

Consigli a un giovane ribelle – Hitchens Christopher
€ 12,00 Pg. 116
Einaudi Stile libero extra 2008

De Omnibus disputandum – Tutto deve essere messo in dubbio (Karl Marx)

Questo libricino nasce dalla sfida che si è posto l’autore, di offrire, ai molti irrequieti, giovani e meno giovani, che ancora conservano la speranza fuori moda di migliorare il mondo, e / o quantomento di vivere una vita autodeterminata, qualche consiglio per evitare di finire disillusi.

Hitchens è un giornalista noto per le sue posizioni indipendenti e radicali e, suo malgrado noto soprattutto per essere descritto come colui che ha “sparato a zero” su Bill Clinton, Lady D, Maria Teresa di Calcutta e che non si risparmia mai acide critiche nei confronti di qualunque religione. Suo è infatti il recente “Dio non è grande – come la religione avvelena ogni cosa“.
A Hitchens però non dispiace essere così descritto se non fosse per la parzialità e riduttività di tali giudizi. Nessuno, precisa lui nella prefazione del libro ha mai scritto che ha sì criticato Madre Teresa ma non per le sue opere caritatevoli quanto per il suo sostegno al regime haitiano di Duvalier…

Se vogliamo possiamo definire questo libricino come un piccolo manuale del bastian contrario, nonostante la sua presa di posizione contro l’autorità e contro i dogmi non sia espressione di una ribellione fine a se stessa o di violento nichilismo. Al contrario, l’approccio di Hitchens è tanto radicale quanto costruttivo, e nella sua convinzione che la bellezza e la nobiltà risiedano anche e soprattutto nella capacità di dissentire e di non essere mai d’accordo ‘a priori’ su nulla, si presta ad insegnare alle nuove generazioni a tenersi alla larga dal conformismo cosi come dalle persone che sanno cosa è giusto.

Ovviamente, come nel libro “Dio non è grande”, anche in questo mini-manifesto del dissenso, Hitchens non si risparmia nessun attacco alla religione, qualsiasi religione. Lui, battezzato come anglicano, che ha studiato in un convitto metodista, con una madre ebrea e una moglie greca ortodossa, vede nei dogmi della religione i peggiori nemici della libertà intellettuale. La religione, e la mentalità servile e masochistica che si porta appresso da millenni è infatti da sempre strumento di potere e di controllo sull’individuo. Nonostante tutti i suoi attacchi alla religione però riconosce la grandezza di alcuni eminenti personaggi come Martin Luther King o Dietrich Bonhoeffer e di tutte le grandi opere artistiche, architettoniche e letterarie compiute con finalità religiose.

Quello che nella religione, come nella politica e nella vita di tutti giorni sostiene l’autore è il combattimento perenne contro coloro che pensano di possedere ciò che non può essere posseduto, la Verità Ultima ed Assoluta.

Vuole spingere il giovane destinatario di questo suo immaginario scambio epistolare a fare ogni sforzo per combattere l’atrofia e la routine, l’Ovvio e il Dato, evitando lo snobismo e la misantropia ma senza farsi risucchiare dalle opinioni della maggioranza per paura di delusioni, sconfitte o solitudine.
Senza ombra di dubbio infatti la vita del piantagrane, del dissidente, del ribelle, del contestatore, del libero pensatore, insomma, di chi è contro, è difficile; La maggior parte delle persone, quasi sempre, preferisce cercare approvazione, consenso e sicurezza e spesso questo atteggiamento le spinge ad accettare di buon grado qualunque cosa.

E’ necessario quindi un elevato coraggio, che se non è di per sè una delle virtù fondamentali, è però la qualità che spesso rende possibile l’esercizio delle altre virtù, e una grande spinta morale. Senza rinunciare ad un senso dell’umorismo, acuminato ed intelligente ma senza temere a volte di passare per noiosi quando in gioco c’è una causa seria o un argomento profondo.
Soprattutto però, per non finire disillusi e non affogare nella depressione il proprio spirito critico è necessario, purtroppo, non aspettarsi risultati immediati, i cambiamenti, negli uomini e nella società, tanto più sono radicali, tanto più sono lunghi e travagliati quindi nel frattempo è bene cercare la disputa e la discussione per il piacere intellettuale che arrecano e vivere al massimo la propria libertà.

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