Mobilità sostenibile – cosa significa?

Il superamento dei livelli di inquinamento è ormai all’ordine del giorno in molte città, il traffico è sempre congestionato, e i mezzi pubblici sono sempre troppo pochi e troppo pieni. Andare in bici è diventato uno sport estremo e anche muoversi a piedi, magari in carrozzina o con un passeggino può davvero rivelarsi impresa ardua. Se a tutto ciò aggiungiamo, pedaggi, soste a pagamento, multe, incidenti, pirati della strada, smog e inquinamento acustico, verrebbe da pensare proprio “ma chi ce lo fa fare di spostarci ogni giorno per le nostre città?”.

Si dà il caso che però la mobilità urbana non è solo un piacere, ma spesso un’esigenza irrinunciabile, quindi da più fronti, cittadinanza, terzo settore, amministrazioni locali e politica, si sente sempre più spesso parlare di mobilità sostenibile.

Ma cos’è la mobilità sostenibile?

La mobilità sostenibile è un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto alla mobilità con l’esigenza di ridurre le cosiddette esternalità negative ad essa connesse. In pratica si tratta di tutti quei provvedimenti che permettono di garantire gli spostamenti urbani della popolazione riducendone gli effetti negativi in termini di emissioni nocive, smog, inquinamento acustico, congestione del traffico e incidenti.

Questi provvedimenti possono essere di vario tipo, ognuno di essi ha costi e benefici diversi sulla mobilità, impatti diversi sull’economia sociale e famigliare e a livello mediatico e infine rappresentano impostazioni politiche molto diverse.

  • Pedaggi urbani e park pricing – Ecopass, gratta e sosta, parcheggi e accessi a pagamento – Tendono a ridurre l’utilizzo dell’automobile privata introducendo dei costi aggiuntivi che renderebbero l’uso dell’automobile meno competitivo rispetto ad altre alternative. Hanno il grosso difetto di gravare sulle tasche dei cittadini scaricando addosso a loro tutti i problemi derivanti dalla mobilità urbana, ma anche il grosso pregio di permettere di racimolare un bel pò di quattrini. Sono spesso gli unici e preferiti provvedimenti intrapresi dalle amministrazioni.
  • Car sharing e Car pooling: sono sistemi che tendono a ridurre l’utilizzo dell’auto privata in favore di noleggi e condivisione delle rotte automobilistiche.
  • Introduzione del mobility manager di area e di azienda, cioè di quella figura professionale che si occupa di analizzare le esigenze di mobilità dei dipendenti pubblici e privati, e promuovere soluzioni sia a livello aziendale sia rapportandosi con le amministrazioni per migliorare la viabilità e il trasporto.
  • Blocco del Traffico: misura di emergenza atta a ridurre il livello di emissioni inquinanti. In quanto misura di emergenza non risolve il problema, ma può comunque essere una buona occasione per provare forme di mobilità alternative e riappropriarsi del tempo e delle strade.
  • Corsie Preferenziali per mezzi pubblici, taxi e mezzi di emergenza – Creando una doppia forma di scorrimento, congestionata per i mezzi privati e scorrevole per quelli pubblici, rende più competitiva sia in termini economici sia di tempo la seconda forma di mobilità.
  • Trasporto pubblico locale: E’ la forma di mobilità sostenibile per eccellenza. Veicoli adibiti al trasporto di massa consentono di ridurre l’utilizzo dei mezzi privati.
  • Sviluppo della mobilità ciclabile, sia attraverso le piste ciclabili sia attraverso l’implementazione di servizi di bike sharing.
  • Realizzazione dei percorsi sicuri casa-scuola e di progetti pilota per incentivare la mobilità pedonale. (tra i tanti segnaliamo il PiediBus).
  • Implementazione di sistemi di telelavoro, in parole povere, lavorare da casa. Nell’era di “un pc in ogni casa”, nell’era del terziario avanzato, dell’Information Technology, dei Call center e di internet, questa potrebbe essere la soluzione più ovvia, meno costosa e a portata di mano, ma è quella che viene incentivata di meno e di cui meno si parla.

Queste sono solo alcune delle idee che si sono sviluppate negli ultimi anni per far fronte ai problemi degli spostamenti nelle nostre città. Ciononostante, troppo spesso, di fronte ad un cosi florido e creativo panorama di alternative, le amministrazioni locali, mantengono logiche miopi, di gestione dell’emergenza o peggio ancora esclusivamente di facciata. Troppo spesso non si vuole risolvere il problema, ma solo garantire introiti nelle casse dei comuni, dimostrandosi impegnati. Troppo spesso si teme di fare scelte che potrebbero sembrare impopolari o dare fastidio a questo o quell “gruppo” o “soggetto economico” (percorsi alternativi taglierebbero fuori i negozianti, rinunciare alle auto scontenterebbe industrie e compagnie petrolifere, e cosi via). Quasi sempre gli interessi economici prevalgono, a discapito dell’ambiente e della qualità della vita. Come spesso accade la via della sobrietà e della decrescita appare quella di maggiore buon senso, ma anche quella che incute maggiore timore a tutti i livelli della società, dall’industriale che vedrebbe i consumi calare, all’operaio che temerebbe per il suo posto di lavoro.

Un discorso collegato alla mobilità sostenibile, ma che non va comunque confuso con essa è quello della Mobilità Dolce, che a partire dalla discussione sulla mobilità alternativa e sostenibile estende il dialogo anche su nuovi modi di fruizione del tempo libero e sulle attività all’aria aperta in un ottica di maggiore sobrietà ed ecocompatibilità.

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4 Risposte so far

  1. 1

    […] (Vuoi saperne di più sulla mobilità sostenibile? Leggi il nostro precedente post.) […]

  2. 2

    […] al consumo, ma in detrazioni che favoriscano riduzione dei consumi, e come già detto parlando di mobilità sostenibile, soprattutto non finisca per credere che la la soluzione ai problemi ambientali risieda solamente […]

  3. 3

    […] organizza la giornata, si occupa di sensibilizzare opinione pubblica ed istituzioni sui temi della mobilità dolce, dell’uso del tempo libero, del turismo e dell’attività all’aria aperta con mezzi e […]

  4. 4

    […] queste soluzioni fanno solo venire il nervoso. Ma che soluzioni sarebbero!?  Ho già parlato della mobilità sostenibile. E continuo a sostenere che per risolvere il problema servano alternative e infrastutture che ci […]


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