Come leggere ad alta voce: alcuni consigli

Di rientro dalle vacanze, l’Associazione Officina dei Colori ricomincerà a breve a proporre, presso la propria sede o presso scuole e biblioteche, incontri di lettura per bambini, genitori e nonni.
Per informazioni a riguardo potete contattarci all’indirizzo e-mail info@officinadeicolori.it

E per chi invece volesse provare a cimentarsi anche a casa con la lettura ad alta voce, ecco qualche consiglio.

Lo stile di lettura dovrebbe uniformarsi alla personalità del lettore. Non sempre è il caso di offrire una voce diversa per ogni personaggio, né di drammatizzare una scena.

La qualità della voce migliora grazie ad una respirazione corretta, aiutata da una posizione che la favorisca.
Gli elementi su cui puntare sono tuttavia la chiarezza e soprattutto la lentezza. L’errore più comune che si compie quando si legge a voce alta è quello di leggere troppo velocemente. Pur nel rispetto del ritmo del testo, è necessario lasciare il tempo a chi ascolta di formarsi immagini mentali, di vedere ciò che sta accadendo nella storia.

Di tanto in tanto è bene alzare lo sguardo sul pubblico che ascolta. Lo sguardo complice deve essere in sintonia con il ritmo del testo: permette così di commentare silenziosamente quanto è stato appena letto.
La pratica abituerà ad alzare lo sguardo quattro o cinque parole prima della fine della frase o prima della fine del paragrafo.

La conoscenza del testo che si legge è l’elemento chiave per avere successo come raccontatori.
È impossibile trasmettere entusiasmo per qualcosa che non si conosce ed è impossibile – di fronte a un testo sconosciuto – arricchire la lettura con una serie di elementi extralinguistici che gli conferiscono significato e rendono manifesta la partecipazione emotiva di chi legge o racconta.
Se il testo è conosciuto, a volte si può ad esempio ripetere o ribadire qualche particolare che richiami l’attenzione su elementi importanti per la comprensione.

L’elemento di suspense è un ingrediente importantissimo per il successo di una narrazione e una pausa ben calcolata prima dell’espressione di un’idea o di un’azione, contribuisce in modo rilevante a rafforzarne il significato.
Ma le pause sono importanti anche perché offrono il tempo necessario per far proprie le informazioni ricevute o per afferrare un cambiamento di scenario.

Non è assolutamente indispensabile che il bambino sappia il significato di tutte le parole ma è importantissimo non “semplificare” il linguaggio, pensando di renderlo del tutto comprensibile. I bambini in genere capiscono molto di più di quanto sanno esprimere e per molti anni molto di più di quanto sappiano capire attraverso la lettura fatta individualmente. Un brano “difficile” o “elaborato” letto da un bambino con scarsa dimestichezza con la lettura può intimidirlo e perfino annoiarlo. Se invece letto ad alta voce da un lettore entusiasta e partecipe, può lasciare lo stesso bambino quasi senza fiato per l’emozione.
Qualche descrizione troppo lunga o una digressione troppo elaborata possono eventualmente essere tagliate.

Se distrazione, sonno o noia possono cogliere chiunque fra il pubblico che ascolta, non è il caso di demoralizzarsi, né di recepirli come segni di fallimento. Per un bambino i motivi di distrazione sono infiniti e talvolta sono solo apparenti.

da:”Leggere ad alta voce” di Rita Valentino Merletti, coll. INFANZIE Strumenti, Mondadori 1996

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