Bambino di Colore

Bambino di colore – Dalla tradizione orale africana – Illustrazioni di Ale & Ale
Edizioni Arka – Le perline 2007

Pg 32 € 8

Ecco un libro fantastico che nella sua semplicità dimostra l’ingenuità e le contraddizioni di noi uomini bianchi e civilizzati nel considerare l’Altro e il diverso e che con simpatia sbeffeggia l’assurdità del razzismo.

Il testo è tratto dalla tradizione orale africana, ed è piuttosto famoso, infatti negli anni passati mi è capitato spesso di ricevere mail con slideshow che lo citavano. Racconta di come il popolo africano, nero, si vede attribuire con stupore l’etichetta di uomo di colore, quando noi bianchi nella rappresentazione immaginaria e fisica delle nostre emozioni siamo molto più colorati di lui!

Quando sono nato, io ero nero
quanto tu sei nato, eri rosa
quando mi arrabbio, io rimango nero
quando tu ti arrabbi, diventi rosso
quando ho freddo, io rimango nero
quando tu hai freddo, diventi blu
quando ho paura, io rimango nero
quando tu hai paura, diventi verde
quando ho mal di pancia, io rimango nero
quando tu hai mal di pancia, diventi giallo
quando vado al mare, io rimango nero
quando tu vai al mare, diventi nero. E ti piace!

Allora… chi è il vero bambino di colore?

Il testo con il tempo, circolando, ha subito molte modifiche, tant’è che prima di questo libro, lo stesso editore ne aveva pubblicato un altro, ora fuori catalogo, che recitava cosi:

Io, uomo nero, quando sono nato ero Nero
Tu, uomo bianco, quando sei nato, eri Rosa
Io, ora che sono cresciuto, sono sempre Nero
Tu , ora che sei cresciuto sei Bianco
Io, quando prendo il sole sono Nero
Tu, quando prendi il sole sei Rosso
Io, quando ho freddo sono Nero
Tu, quando hai freddo sei Blù
Io, quando sarò morto sarò Nero
Tu quando sarai morto sarai Grigio

E tu chiami me uomo di colore!!!

Uomo di colore – di Ruillier Jérôme
Edizioni Arka – Le Perline 2000
Pg 32 € 7.23

Come potete vedere, il testo è molto simile, e il significato identico, però ci sono alcune grosse differenze. Diciamo che la nuova versione è un po più edulcorata, più politically correct. Innanzitutto evita al bambino di doversi fronteggiare con il tema della morte, poi parla appunto di bambino e non di uomo e infine anche l’affermazione finale, è molto meno diretta.

Anche dal punto di vista delle illustrazioni le differenze sono molte, la vecchia grafica era più infantile, con tratti semplici e vivaci di pastello, quello recente mischia varie tecniche, illustrazione, grafica, fotomontaggi. E’ indubbiamente più moderno e più in linea con lo stile illustrativo da adulti dei libri per bambini di oggi.

Difficile dire quale delle due versioni sia la migliore. Per la grafica va a gusti, da adulto preferisco indubbiamente quella nuova, ma penso che per i bambini sia più divertente e chiara quella vecchia. Riguardo al testo, preferisco assolutamente la schiettezza della vecchia affermazione finale (che mi sembra dichiarare apertamente “ma quanto siete stupidi?? quello di colore non sono certo io!) piuttosto che quella accomodante del nuovo libro. Però, da neo-papà che si preoccupa per la psiche del suo bimbo, forse preferisco l’assenza del discorso morte.

Ad ogni modo, il vecchio libro è fuori catalogo quindi, a meno che non lo troviate in biblioteca, come è capitato a noi, non c’è molta scelta e non potete fare a meno di comprare quello nuovo. Cosa che vi consigliamo di fare davvero, perchè questo è uno di quei piccoli libri, che teoricamente sono rivolti ai bambini, ma che tutti gli adulti dovrebbero leggere, ed è un bellissimo modo per avvicinare i bimbi alla lettura e a temi importanti come l’integrazione e il razzismo.

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1 Response so far

  1. 1

    simone said,

    chicca, io nn so chi e’ il vero bambino di colore… so solo che a sparta ale sarebbe stato gettato dalla rupe!!!
    dagli un bacino da parte mia.


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