Contro l’inquinamento, vietato usare il camino

Questo doverebbe essere un update del post sulla campagna anti-inquinamento della regione lombardia, Inquinameno, ma secondo me è cosi particolare e buffo che ho deciso di parlarne a parte.

Leggendo la delibera per le norme anti-inquinamento mi ha molto colpito la sezione riguardante il divieto ad utilizzare per il riscaldamento bio-basse legnose, e cioè il divieto ad utilizzare per riscaldare la propria abitazione il camino o la stufa a legna (salvo i camini chiusi che rispettino determinati criteri di efficienza).

La cosa mi ha davvero lasciato perplesso, e soprattutto dubbioso, quindi ho chiamato il numero indicato nella pubblicità e dopo aver sentito il messaggio registrato che mi ha ripetuto le stesse identiche cose che si trovano sul sito, ho aspettato di parlare con l’operatore per informazioni più specifiche.

Ebbene, mi ha confermato, che non si possono usare camini aperti per il riscaldamento dell’abitazione. Alla mia domanda se ciò fosse perlomeno previsto per chi ha il riscaldamento autonomo (e potrebbe quindi scegliere se alternare il camino ai termosifoni e non usarli contemporaneamente) non ha saputo rispondere e ha ribadito la deroga solo per fini culinari.

Per fini culinari?? Si! si ha l’autorizzazione ad accendere il camino solo se lo si vuole utilizzare per cucinare. Allibito gli ho chiesto: “Quindi se dovessero entrarmi i vigili in casa per controllare se ho il camino acceso (sempre che ovviamente questo possa mai capitare…) per evitare una multa basta che ci butto dentro delle castagne ?” L’operatore, ovviamente non colpevole di quanto prescritto dalla delibera, ha risposto positivamente , senza nascondere un po di sarcasmo, ammettendo l’assurdità e l’inapplicabilità di questo provvedimento.

Questa è l’ennesima conferma, di quanto determinate azioni legislative portate avanti dal governo (di destra ora come di sinistra prima) o dalle amministrazioni locali, siano del tutto demagogiche, e prive di alcuna utilità (e logica).

Purtroppo notiamo sempre di più la tendenza a credere che basti promulgare una legge per risolvere un problema. Che questo riguardi la prostituzione in strada, gli incidenti sul lavoro o il rispetto dell’ambiente, basta un divieto e il problema magicamente scompare… L’importante è far vedere che l’autorità ha tutto sotto controllo e intende intervenire con tolleranza zero. Poi che nel concreto le leggi vengano applicate con dovuti controlli, i colpevoli vengano debitamente puniti, la pena certamente scontata, e il problema sia infine arginato, non interessa. E anche ammettendo che anche tutto ciò avvenga, quello che viene a mancare è la prevenzione e la finalità educativa che la legislazione invece dovrebbe prevedere.

Onestamente, non credo che sia tanto importante (se davvero venisse fatto..!) arrestare un pirata ubriaco che ha investito qualcuno per poi scappare, infliggergli una pena severa e farlo marcire in carcere, quanto invece impedire che una persona riesca / voglia mettersi al volante ubriaca e impedire che possa sfrecciare a 90 all’ora in una strada urbana senza dossi e precauzioni per i pedoni. L’attenzione dovrebbe ricadere sull’evitare un morto, uno stupro, un atto vandalico, piuttosto che su quanto il reo debba pagare o scontare…

Quindi ancora una volta, si fanno ricadere sul cittadino le conseguenze di provvedimenti inutili e poco incisivi. Piuttosto che vietare l’uso del camino, forse era il caso di incentivare o defiscalizzare la messa a norma di quelli poco efficienti! Anche perchè poi in questo caso, la sua inosservanza è del tutto incontrollabile, diciamolo, non ci sono forze dell’ordine sufficienti a vigilare per le strade, figuriamoci se ora devono pure venirci in casa a controllare se abbiamo le castagne sul fuoco..

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