Elezioni americane 2008 – Un nero alla casa bianca

Finalmente la campagna elettorale americana è finita, e alla fine ha vinto Obama, un giovane nero contro un anziano bianco. Queste sono le prime pagine dei due principali quotidiani italiani più schierati politicamente e decisamente di parte: Libero e Il Manifesto.

prime pagine 05/11/2008 Libero e Il Manifesto

Entrambi a loro modo, ci danno la grande notizia con enorme creatività e senso dell’umorismo; ci piacciono e ve li mostriamo perchè nonostante dai loro giochi di parole, e dalla loro arguta ironia trapeli il contenuto degli editoriali (che possono essere più o meno condivisi), questo tipo di umorismo è ben diverso da quello un pò piacione e da bar della battuta/gaffe del nostro presidente del consiglio che proprio nel suo voler essere una “carineria” rivela il pericoloso razzismo strisciante.

Per quanto riguarda invece tutto il gran parlare sul grande cambiamento, sulla nuova speranza americana, sulla svolta nera alla casa bianca, possiamo solo dire che si, finalmente è stato eletto un nero come presidente della più grande potenza mondiale, ma noi non siamo poi così tanto entusiasti del rilievo che si sta dando alla questione razziale.

Il grande passo avanti infatti, la dimostrazione che il razzismo sarà totalmente estraneo al nostro modo di pensare e agire, il segnale che la discriminazione sarà stata estirpata dal nostro essere, la avremo quando una cosa del genere non farà più notizia.

La vera svolta ci sarà quando sarà del tutto normale avere donne e uomini di colore in posizioni di rilievo (e per merito, non per quote rosa o di qualsiasi altro colore imposte dalla politically correctness..). Quando notizie come questa non verranno più annunciate con tutto questo entusiasmo come non viene annunciata con entusiasmo l’elezione di un presidente alto o basso, biondo o castano, con gli occhi azzurri o marroni..

Solo allora potremo dire che non siamo più una società razzista, fino ad allora (per quanto questo è già un grosso passo avanti) tutto questo rallegrarsi di aver compiuto questo passo io lo vedo come un autocompiacersi di quanto noi bianchi occidentali siamo civili, democratici e superiori ad avere in fin dei conti portato/concesso ad un nero di diventare presidente..

obama è giovane, bello e abbronzato

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4 Risposte so far

  1. 1

    sara said,

    sono totalemtne d’accordo.
    piu’ si palra della questione pelle, piu’ si sottlinea come sia strano, inusuale, anche un po’ pazzo che obama sia nero e potente. e questo significa solo che il divario, nei sentimenti di tutti, c’e’ ancora.
    per me, il vero cambiamento di obama sta nella sua eta’, nel nuovo modo di fare politica e (spero) governare una nazione.

  2. 2

    Pasadena said,

    Ciao passavo di qua curiosa sui vostri cesti natalizi autoprodotti, e il blog è così interessante che mi sono fermata… Però sono in completo disaccordo con questo post! Più che battute spiritose mi sembrano titoli di uno sconcertante razzismo strisciante! Ci sono rimasta veramente male quando li ho letti, e mi sembrano proprio l’altra faccia della altrettanto spiritosa battuta del nostro Premier. Sono due esempi che evidenziano quanto per noi sia ancora difficile andare al di là delle questioni di pelle.

  3. 3

    equAzioni said,

    ciao pasadena, siamo contenti che sia capitata sul nostro blog e ti sia fermata a leggere. siamo anche contenti che tu non sia daccordo con noi. ci piace poter discutere e scambiare opinioni differenti (spesso in blog politici / ecologici si rischia o di scatenare discussioni inutili e volgari oppure di “starsela a raccontare” fra persone che la pensano tutte allo stesso modo).

    Comunque, noi pensiamo che certamente anch’essi siano la dimostrazione di quanto l’elezione di un presidente nero costituisca ancora una “anomalia” e che il problema del razzismo e della diversità sia ancora ben presente. E ribadiamo che essa non dovrebbe far notizia più dell’elezione di un presidente con gli occhi azzurri o marroni. Ma non pensiamo che il tipo di umorismo espresso dalle testate giornalistiche sia l’altra faccia dell'”umorismo” del nostro premier. Quello di libero è un gioco di parole che “gioca” sulla diversità ma rimane abbastanza innocuo e neutrale. Quello di Manifesto è invece un bel riferimento al famoso film che nel 1967 ha sfidato i pregiudizi di una america bigotta.
    Definire “abbronzato” un nero invece è una battuta fin troppo facile e banale che cerca minimizzare il nostro razzismo (più o meno strisciante)

    Spero che tu voglia tornare a trovarci. ciao

  4. 4

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