Bombe a grappolo al bando!

Finalmente ogni tanto una buona notizia. Il 3 dicembre 2008 a Oslo, da più di 100 paesi è stato firmato il trattato di messa al bando delle Cluster Bombs, le infami Cluster Bombs, di cui anche l’Italia rientra tra i produttori e stoccatori.

ban cluster bombs

Le bombe a grappolo sono così chiamate perchè consistono in bombe di grosse dimensioni lasciate cadere da mezzi aerei, che a mezzaria disperdono centinaia di altre piccole bombe che spessissimo non esplodono al suolo, rimanendo inattive e vanno così a colpire la popolazione civile anche diversi anni dopo la fine dei conflitti (al pari delle mine anti-uomo, che però sono state già bandite dal 1999) .

Accogliamo con grande entusiasmo la firma del trattato che obbliga ogni Paese firmatario a non:

  • usare munizioni cluster;
  • produrre, acquistare, commercializzare, stoccare, trasferire direttamente o indirettamente munizioni cluster;
  • assistere o incoraggiare chiunque a intrattenere attività proibite dall’accordo con un altro Stato membro della convenzione.

cluster bombs

Peccato però che i maggiori Paesi produttori di cluster bomb abbiano boicottato il ‘processo di Oslo’, ovvero le tappe che dal febbraio 2007 hanno portato alla firma della Convenzione.

Se non stupisce che molti cosiddetti “stati canaglia” (come Afganistan, Iraq, Iran) o paesi ex-comunisti o che ancora hanno “regimi” al potere (come Cuba, Cina e Russia) rientrino tra i NON firmatari, lascia molto l’amaro in bocca ancora una volta trovare tra gli oppositori di trattati di pace e di cooperazione coloro che si autoproclamano gli esportatori della democrazia:gli Stati Uniti. Ma rimandiamo la vena polemica ad un’altra volta, per ora godiamoci questo grande evento che dona speranza per un futuro senza guerre (o perlomeno in cui se guerra deve essere, questa non coinvolga donne, bambini e civili inermi ed innocenti.)

Qui trovate un interessante pdf con l’elenco di tutti i paesi, che producono, utilizzano, stoccano bombe a grappolo e quelli che hanno firmato o meno il trattato. (sul sito della Cluster Coalition trovate inoltre banner e adesivi per diffondere la messa al bando e sensibilizzare gli utenti della Rete al problema).

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