Neonati in piscina – parte seconda

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Visto l’entusiasmo di Ale in acqua, verso la penultima lezione, dopo aver scoperto l’esistenza della piscina di Motta Visconti, per noi decisamente più comoda, abbiamo deciso di iscriverci ad un secondo corso.

Qui ci sono pacchetti da due o tre mesi con lezioni monosettimanali ma il costo è decisamente più abbordabile rispetto a una qualsiasi piscina di Milano, pubblica o privata.

Oltre al lato economico l’altro aspetto positivo è il giorno di frequenza del corso: al sabato mattina. Questo infatti fa sì che il corso sia frequentato principalmente dai papà e noi non siamo da meno!

Ogni sabato mattina dopo aver fatto colazione andiamo in piscina. Essendo ammesso un solo genitore in vasca io aspetto fuori e li guardo seduta dietro a un grande finestrone mentre chiacchero con le altre mamme. E i miei due ometti sguazzano nell’acqua.

L’ambiente è sicuramente meno protetto e riparato rispetto all primo corso che abbiamo frequentato. Non avendo a disposizione una “vasca dei piccoli” infatti scaldano tutta la piscina e delimitano lo spazio nella parte dove si tocca. Anche il numero di partecipanti è maggiore e i bambini vanno dai 4 ai 18 mesi di età.

Ciononostante si respira un’aria molto familiare. L’istruttrice rimane fuori dalla vasca e invita i genitori a proporre ai propri figli diversi tipi di giochi: sempre a disposizione da un lato della vasca ci sono giochini galleggianti e palline colorate e dopo una prima lezione di prova nonchè di rodaggio, se il bambino si dimostra tranquillo e a suo agio nell’acqua si possono provare braccioli, tubo di gomma, salvagente…

La prima volte che ho visto proporre ad Ale questi oggetti sono rimasta un pò sconcertata, ma poi vedendolo sorridere, parlottare e sgambettare nell’acqua contento mi sono ricreduta: ogni cosa in sè può essere giusta o sbagliata, ma se si parte con l’idea che non lo si sta allenando per le olimpiadi e non lo si costringe a fare nulla, anzi si mantiene invece un atteggiamento giocoso, credo possa tramutarsi solo in una esperienza positiva.

Per prima cosa ha provato il salvagente: come al suo solito ci si è aggrappato con le braccia e se ne stava in ammollo tutto rilassato. La parte posteriore del salvagente infatti si solleva mantenendolo a galla. Inizialmente Davide doveva sorreggerlo, ma con il passare delle settimane poteva anche lasciarlo, pur restano a distanza di sicurezza. Inutile aggiungere che Ale era naturalmente impegnatissimo ad assaporarsi e gustarsi il salvagente…

Poi ha provato con il tubo di gomma infilato sotto le ascelle: dal davanti gli si possono prendere le manine per muoverlo nell’acqua mentre lui muove le gambine.

I braccioli invece gli coprono tutte le braccia…! A seconda di come vengono indossati e di come si muove il bambino può essere difficile per il bambino mantenere una posizione verticale, quindi è necessario sostenerlo quanto meno dal sederotto.

E infine veniamo alle immersioni….

Ci sono diversi metodi al riguardo: chi lo fa scivolare in acqua, chi conta fino a tre, chi usa qualche altro “rituale”, chi lo immerge “a tuffo” di testa,….

In questa piscina consigliano di contare fino a tre (più per il genitore che per il bambino..) e, inizialmente, di soffiare sul viso del bambino: in questo modo si stimola la glottide che si chiude e gli permette di andare momentaneamente in apnea, senza bere. In realtà questa operazione non è indispensabile perchè nella maggior parte dei casi il bambino chiude la bocca e non beve comunque. E nel qual caso invece dovesse capitare…non succede niente che un abbraccio non possa far passare!

Alla sua prima immersione Davide era emozionatissimo e aveva paura di costringerlo in qualche modo, ma appena Ale è riemerso dall’acqua, dopo qualche secondo di spaesamento, si è subito ripreso vedendo il viso del papà! Nessuna lacrima versata, ne dopo la prima ne dopo le altre numerose immersioni!

La cosa che consiglio io è quella di immergersi insieme al bambino, mantenendo così sempre un contatto visivo con il piccolo, che tiene sempre gli occhi aperti anche sott’acqua.

Insomma, concludo consigliando a tutti i genitori di far provare quest’esperienza ai propri figli, sempre rispettando i loro tempi e anche i loro no.

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6 Risposte so far

  1. 1

    anna said,

    ciao, sono arrivata sul vostro blog grazie al fidato google (anch’io vivo da poco nella provincia sud di milano e cercavo un corso di acquaticità per lorenzo, che ha tre mesi) e ora lo sto piacevolmente perlustrando in lungo e in largo…quindi grazie per l’informazione (ho appena telefonato e iscriverò lorenzo la settimana prossima!) e grazie per tutti gli altri input. continuo il mio giretto dalle vostre parti, mi sa che mi interessa leggere un bel po’ di temi…a presto!

  2. 2

    equAzioni said,

    dove vi siete trasferiti e dove vi siete iscritti? nella piscina di motta visconti? se così fosse ci conosceremmo presto di persona perchè noi continuiamo a frequentare il corso!

  3. 3

    anna said,

    ci siamo trasferiti a gaggiano e sabato mattina lorenzo farà la sua lezione d prova alla piscina di motta visconti. spero davvero che gli piaccia… voi ci sarete, giusto? mi farebbe proprio piacere conoscervi!

  4. 4

    equAzioni said,

    sì, ci saremo anche noi!!! che piacere incontrarsi e conoscersi di persona…! vedrai, a Lorenzo piacerà sicuramente. Ma entrerai tu o il papà? sabato dovrebbe essere il turno di davide.

  5. 5

    anna said,

    con lorenzo entrerà luca, il papà…io passo tutta la settimana con lui e quindi questa volta cedo il passo 🙂 allora posso prepararmi una luuuuunga lista di domande/richieste_di_consigli…? 😉

  6. 6

    equAzioni said,

    bene, allora lasciamo sguazzare i papà mentre noi ci facciamo due chiacchere! richieste e consigli sulla piscina?…spero di essere preparata…!


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