Un programma politico per la decrescita

programma politico decrescitaUn programma politico per la decrescita
€ 15,00 Pg 268
Editore Ediz. per la Decrescita Felice 2008

Una delle principali obiezioni quando si parla di decrescita, è che si tratta di una utopia, concretamente irrealizzabile, di una idea inutile se non assolutamente dannosa perchè capace di mettere il crisi il sistema su cui il mondo moderno funziona e soprattutto che aldilà di sostenere cosa bisognerebbe cambiare o ridurre non fornisce proposte concrete per la sua attuazione. Questo in parte è vero, molti dei libri sulla decrescita propongono di ridurre consumi, ridurre gli sprechi, ridurre l’impatto sull’ambiente e incrementare gli scambi non mercantili, il tempo di vita reale, le relazioni, ma quasi nessuno mette in luce i possibili meccanismi che renderebbero la società della decrescita attuabile.

Ebbene finalmente questo libro svela alcune delle alternative che possono essere praticate e dovrebbero essere perseguite dalla politica.   Il vero “programma” viene esposto nelle prime 50 pagine, il resto del libro sono testimonianze di vari personaggi tra i quali il leader del movimento NO TAVil presidente di Slow Food, alcuni sindaci di Comuni Virtuosi, giornalisti ambientali ed esperti di fonti rinnovabili ecc ecc.    Tutti i contributi espongono tematiche specifiche che però rientrano nel vasto contesto della crisi ambientale ed economica del nostro paese e del nostro pianeta ed illustrano come molte delle soluzioni sono già praticate in piccola scala e potrebbero essere facilmente estese, se solo ci fosse la volontà politica di farlo, e non ci fossero interessi lobbystici, facili mistificazioni e demagogie..

Oltre ovviamente alla parte relativa al programma, segnalo in particolare il pezzo su Legambiente, in cui vengono svelati aspetti oscuri ed inquietanti sulla più famosa associazione ambientalista d’Italia che, a livello istituzionale, ha spesso troppe contiguità con la politica e l’industria,  e il pezzo riguardante il movimento NO TAV e la cosiddetta sindrome NIMBY (Not in my back yard – non nel mio giardino).

Ma quali sono quindi le proposte del movimento della decrescita?  Ve ne illustro solo alcune e per le altre vi rimando alla lettura di questo consigliatissimo libro:

  • Incentivazione finanziaria e fiscale delle ristrutturazioni energetiche e delle costruzioni ad alta efficienza energetica
  • Uso della fiscalità per incentivare comportamenti virtuosi e penalizzare comportamenti dissipativi – Definizione di una fascia minima procapite di consumi energetici a prezzi politici e costi maggiorati per le quote eccedenti.
  • Tassazione dei vuoti a perdere e addebito del costo di smaltimento degli imballaggi ai produttori
  • Abolizione della tassa raccolta rifiuti in favore di una tariffa commisurata alla quantità di rifiuti conferiti
  • Riduzione delle tasse sul lavoro, dell’orario di lavoro ed incentivazione del part-time.
  • Riduzione del traffico di merci incentivando il telelavoro, le filiere corte e l’autoproduzione.
  • Potenziamento del trasporto pubblico
  • Bando degli OGM e incentivazione delle aziende contadine diretto-coltivatrici e delle colture no food a fini energetici
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurre le perdite
  • Sostituzione degli asili nido con assegni triennali di genitorialità
  • ed infine riguardo alla politica, non eleggibilità ai condannati per reati contro il patrimonio e le persone, e limite di due mandati elettivi.
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