Gli ambientalisti sono dei deficienti

E’  strano sentire una affermazione del genere da un blog che si occupa di diffondere e promuovere tutte quelle azioni eque e sostenibili che  permetterebbero alla nostra specie oltre che una vita più serena e conviviale, la stessa sopravvivenza.

air pollution

Ma intendo riferirmi a tutti quegli ambientalisti fondamentalisti che  sotto la bandiera della difesa dell’ambiente perdono di vista la complessità del problema e si battono ciecamente senza considerare tutti gli aspetti coinvolti e le conseguenze di quanto propugnano.  Spesso le loro proposte (accolte caldamente da politici di destra e sinistra che vogliono mostrarsi sensibili alla cittadinanza) non sono affatto delle soluzioni bensi interventi demagogici, di facciata, miopi, temporanei e soprattutto iniqui.

Il problema dell’inquinamento va risolto,  è una emergenza che però non può essere affrontata con provvedimenti di emergenza. Non esiste la bacchetta magica, tantomeno sono auspicabili provvedimenti autoritari.  Già da anni Serge Latouche, nei suoi numerosi libri sulla decrescita, lancia l’allarme del fondamentalismo verde e del rischio di eco-dittature.  Ecco, non possiamo pensare che per risolvere il problema dell’esaurimento delle risorse o dell’inquinamento bastino divieti e tasse.   In questo modo non solo non si risolvono i problemi ma soprattutto li  si scarica in modo ingiusto ed iniquo sui più deboli o i più poveri.  

Gli interventi devono consistere in processi culturali che modifichino atteggiamenti, aspettative di cittadini ed istituzioni, in investimenti massicci sulla prevenzioni e sulle alternative, e solo in ultima analisi, quando ancora c’è chi inquina o consuma senza troppi scrupoli, divieti e tasse.

Questo sfogo non è disinteressato. Questa riflessione riguarda il divieto di circolazione, ecopass e simili imposti agli automobilisti, di cui sento parlare praticamente ogni giorno alla radio durante il mio sofferto pendolarismo.

Da una settimana Milano infatti è “fuorilegge”.  Ha oltrepassato  il limite imposto dall’Unione Europea di giorni consentiti oltre la soglie di polveri sottili (si, sembra assurdo ma è cosi – a fine febbraio abbiamo già esaurito il limite di 35 giorni consentiti…) .  Perciò associazioni ambientalisti e politici propongono targhe alterne, estensione di ecopass o addirittura il blocco totale della circolazione.

Ebbene, a me queste soluzioni fanno solo venire il nervoso. Ma che soluzioni sarebbero!?  Ho già parlato della mobilità sostenibile. E continuo a sostenere che per risolvere il problema servano alternative e infrastutture che ci consentano di non usare l’autoTele-lavoro, defiscalizzazione e incentivi per le aziende che seguono politiche di mobilità sostenibile, ma soprattutto piste ciclabili e MEZZI PUBBLICI!!

E non venite a parlarmi di comodità e di pigrizia.

Purtroppo, nonostante io lavori col PC e abbia più volte scongiurato il telelavoro ai miei capi, devo spararmi 70 km di strada al giorno. Per arrivare al lavoro senz’auto, dovrei:

  • camminare per 20 minuti,
  • prendere un pulmino x 50 minuti,
  • prendere la metropolitana per 10 minuti e poi
  • 2 tram per 20 minuti:

totale  1 ora e 40 minuti + le attese fra un mezzo e l’altro…

In auto impiego 55 minuti!!!

Onestamente ci ho provato per i primi 3-4 mesi,(e sono i mesi in cui devo dire ho piacevolmente ascoltato musica e letto più libri che in tutta la mia vita) ma poi il mio spirito ambientalista si è dovuto arrendere…   Quindi quando dalla radio sento parlare di tasse, e divieti per limitare l’uso dell’auto e mi sento additare come inquinatore irresponsabile mi viene da urlare dentro l’abitacolo.

E’ facile essere ambientalisti quando si hanno 2 macchine nuove con cui è possibile alternare  le targhe o si vive in centro città e si può andare al alvoro a piedi. Chi pensate che venga penalizzato da nuove tasse per potersi recare al lavoro e quindi rinuncerà ad usare l’auto?  L’operaio con l’auto veccha o il manager con l’ultimo dei crossover ?

A me non sembra giusto. PRIMA voglio collegamenti e mezzi decenti e POI voglio i divieti.  Altrimenti tasse e divieti sono solo una scusa per far cassa e farsi belli con gli ambientalisti. Con gli ambientalisti deficienti.

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4 Risposte so far

  1. 1

    chiara said,

    POLLICE SU da un’impiegata che non ha mai mosso la macchina per andare al lavoro (fortunata però, perchè lavoro in centro), che nei giorni di sciopero dei mezzi a casa ci andava a PIEDI, e che ha scongiurato comunque il telelavoro (considerando che a casa lavoro ugualmente benissimo al PCfuori orario lavorativo).

    E che dobbiamo fare? Una mia collega di Milano veniva a lavorare in macchina in centro e suo marito pure (con un’altra macchina) perchè avevano un’orario di lavoro differente al ritorno…. Pensa te…

  2. 2

    equAzioni said,

    eh si Chiara. chissà come mai, i capi sono cosi restii a concedere il telelavoro, ma poi non si fanno problemi a chiederci quando siamo a casa favori ed extra fuori orario…
    Per fortuna io e la Fra siamo per ora riusciti ad evitare la seconda macchina. Ci sarebbe proprio bisogno di più incentivi x mezzi pubblici e orari flessibili e redistribuzione dei luoghi e tempi di lavoro.

  3. 3

    anna said,

    concordo su tutto…il problema è combattere contro una gestione del lavoro vecchia e “padronale”, che non tiene conto delle possibilità offerte dalla tecnologia per abbattere i costi sociali, e anche contro una mentalità diffusa, che vede chi si muove con i mezzi pubblici come uno sfigato e si riflette nel disinteresse verso gli interventi che potrebbero migliorare i trasporti dei pendolari. qualche giorno fa ho chiesto di spostare l’orario di un appuntamento perché non avrei avuto la macchina a quell’ora e mi sono sentita rispondere, testualmente: “oh, non è che voglio farle i conti in tasca…ma chi è che oggi non ha la macchina? forse solo qualche vecchietto nei paesi di montagna..” sigh.

  4. 4

    equAzioni said,

    beh in effetti come non considerare sfigato chi continua a preferire di affidarsi alla sorte per raggiungere il posto di lavoro in orario, viaggiando su mezzi vecchi, sporchi, malridotti, pressato come su un carro bestiame?

    Gli “investimenti” che vengono fatti purtroppo riguardano solo operazioni di maquillage del servizio di trasporto pubblico che lo fanno apparire efficente ed appetibile solo a chi non ne fa utilizzo (vedi il restyling artistico/minimalista di alcune stazioni metro, i ventilatori spara acqua vaporizzata, i televisori sui bus…). Per l’aumento della frequenza e della qualità del servizio invece sembrano non esserci mai soldi!

    Comunque si, le alternative che ci mette a disposizione la tecnologia ci sono già, sta solo ad amministrazioni ed imprese accorte e moderne sfruttarle .


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