Posts tagged guerra

Empty walls – Serj Tankian

Ecco un altro video che vogliamo segnalarvi sia perchè la canzone ci piace tantissimo (Serj Tankian è il cantante dei System of A Down che dopo il loro scioglimento ha iniziato questo progetto solista) sia perchè è un video originale, divertente, e colorato ma con un messaggio fortissimo.  Dei bambini in un asilo (o in un baby parking) giocano alla guerra e tra palline colorate,  fucili e carri armati di cartone inscenano tutta la violenza della guerra in Iraq e delle torture a Guantanamo. Davvero toccante.  Leggi il seguito di questo post »

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Bombe a grappolo al bando!

Finalmente ogni tanto una buona notizia. Il 3 dicembre 2008 a Oslo, da più di 100 paesi è stato firmato il trattato di messa al bando delle Cluster Bombs, le infami Cluster Bombs, di cui anche l’Italia rientra tra i produttori e stoccatori.

ban cluster bombs

Le bombe a grappolo sono così chiamate perchè consistono in bombe di grosse dimensioni lasciate cadere da mezzi aerei, che a mezzaria disperdono centinaia di altre piccole bombe che spessissimo non esplodono al suolo, rimanendo inattive e vanno così a colpire la popolazione civile anche diversi anni dopo la fine dei conflitti (al pari delle mine anti-uomo, che però sono state già bandite dal 1999) . Leggi il seguito di questo post »

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Razzismo, povertà, ingiustizia –> guerra

Le discussioni e riflessioni su quanto l’elezione di un presidente americano nero siano o meno un segnale di quanto il razzismo sia stato superato o di quanto ancora invece sia presente nella società, mi hanno riportato alla mente War, una canzone di Bob Marley tra le meno famose.

Non essendo un particolare fan di Bob Marley (si! ho i dread-locks ma non mi piace il reggae..) ho cercato in rete per la canzone e il testo e visto che lo trovo molto bello e significativo vi propongo un estratto della traduzione. (update– in realtà il video originale era questo http://www.youtube.com/watch?v=o1zcfWdajOU ma a volte youtube rimuove i video..  quindi ne ho trovato un altro meno simile..)

Finché la filosofia che considera una razza
superiore ed un’altra inferiore
non sarà definitivamente screditata e abbandonata
dovunque sarà guerra.

Finché non ci saranno più cittadini
di serie A e di serie B in ogni nazione
finché il colore della pelle di un uomo
non avrà più rilevanza del colore dei suoi occhi
sarà guerra

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Maus – Art Spiegelman

MAUS – Art Spiegelman
€ 14,50 pg 300
Einaudi 2000

Maus: in tedesco topo;
Raus!: in tedesco “Fuori!” era il comando rivolto ai deportati usato dai Kapò e dalle SS.

E’ da questo gioco di parole che nasce il titolo di questo splendido fumetto di Art Spiegelman che narra la vita del padre sopravvissuto all’Olocausto passando per Auschwitz e Dachau.
La particolarità dell’opera è che tutti i personaggi vengono rappresentati da animali: i tedeschi sono gatti, i francesi sono rane, i polacchi sono maiali e, ovviamente, gli ebrei sono topi.

L’idea di associare gli ebrei a topi, o ratti, non è affatto di Spiegelman ma risale proprio ai nazisti che li consideravano esseri spregevoli, che infestavano la loro società e che per questo erano da annientare. Questo è un estratto di un articolo di giornale della Pomerania in Germania a metà degli anni Trenta, proprio durante l’ascesa della follia di Hitler, che viene riportato all’inizio della seconda parte di Maus:

“Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito… I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale… Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!” Leggi il seguito di questo post »

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