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Cromo esavalente nell’acqua del rubinetto

E’ di qualche giorno fa la notizia che a Treviglio una azienda americana durante dei test  ha confermato la presenza e la tossicità del Cromo Esavalente nell’acqua che da 8 anni (da quando è avvenuto l’incidente del 2000 nella Castelcrom di Ciserano) esce dal rubinetto così pesantemente inquinata.

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Bere acqua contentente cromo esavalente fa male alla salute.  Il Cromo 6 se ingerito può avere effetti cancerogeni sul cavo orale e sull’intestino.

Però ciò che mi fa male a sentire queste notizie è il loro impatto sull’opione pubblica.

Quello che mi fa male è sentirmi dire da amici e conoscenti: ” Visto? tu che vuoi tanto fare l’ecologista, il consumatore consapevole, il risparmiatore, alla fine metti solo più a rischio la tua salute bevendo l’acqua del rubinetto!

Quello che mi fa male è essere io stesso colto da dubbi sugli effetti sulla salute di alcuni comportamenti (come bere il latte crudo, mangiare biologico, andare in giro scalzi, ecc ecc)

Quello che mi fa male è la consapevolezza che spesso queste notizie sono gonfiate, se non pilotate, dai media e dalle grandi aziende che da tali comportamenti verrebbero danneggiate, e che al contempo quando notizie simili riguardano i prodotti “industriali” vengono sempre sminuite come singoli casi che non devono destare preoccupazione,  errori umani o malafede di alcuni operatori, o dolo di qualche pazzo…

Ma soprattutto quello che più mi fa stare male e letteralmente mi fa impazzire è la “naturale” conclusione della maggior parte delle persone: ” Beh se l’acqua potabile pubblica gratuita è inquinata…  chissenefrega, tanto bevo l’acqua in bottiglia ( e se non lo faccio, comincio a farlo subito!).”

Bisognerebbe invece incazzarsi, scandalizzarsi e attivarsi attraverso tutti i mezzi che la tecnologia e la democrazia ci mettono a disposizione per far si che cose di questo tipo non si siano assolutamente nemmeno ipotizzabili e che i responsabili paghino per i loro misfatti!

Ma d’anltronde se ministri e capi di stato di tutto il mondo hanno stabilito al Forum sulla Giornata mondiale dell’Acqua che essa è un bisogno fondamentale ma non un diritto……

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Decrescita in TV: Serge Latouche a Che Tempo Che Fa

Dopo la delusione dell’intervista da Gad Lerner Serge Latouche torna in TV nell’arco di pochi giorni. Questa volta da Fabio Fazio a Che Tempo che fa (Trovate l’intervista qui ma il link non è diretto, Purtroppo dovete cercare nell’archivio delle interviste di Fazio, quella con Serge Latouche è del 15 Marzo 2009).

latouche a che tempo che fa - programma di fabio fazio

Questa volta finalmente non ci si è limitati a qualche frase stravagante buttata li in pochissimi minuti. L’intervista è più articolata e parte dalle considerazioni espresse da Latouche nel suo ultimo libro “Breve trattato sulla decrescita serena”. Leggi il seguito di questo post »

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Bauman Circus – Il circo della modernità liquida

Intorno a noi si succedono cambiamenti epocali. I codici e le pratiche con cui i nostri genitori affrontavano la vita non sono più validi. Le città sono cambiate. Il lavoro è cambiato. I rapporti interpersonali sono cambiati. Quanto più attorno a noi vengono abbattute le frontiere, tanto più la società si chiude in sé stessa. In questo spazio fragile e difeso ossessivamente, siamo incapaci di progettare un futuro.

bauman circus

Ci muoviamo nella società con le caratteristiche dei fluidi: mobili, adattabili, incapaci di fissarci in una forma definita, in balìa delle spinte e delle forze esterne che incontriamo.  La metafora della liquidità è quella che meglio rappresenta le mutazioni inarrestabili che si  accompagnano alla modernità e alla globalizzazione.

Bauman Circus è uno spettacolo che tenta di leggere la realtà a partire dalle opere di Zygmunt Bauman, alternando a brani tratti dai suoi libri, frammenti di racconto, esperienze personali, articoli di giornale e analisi statistiche.

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Homo videns – Giovanni Sartori

homo videns coverHomo videns – Giovanni Sartori

€ 7,50 pg. 166
Editore Laterza 2007

Televisione e post-pensiero è il sottotitolo di questo interessantissimo libro di Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti di politologia internazionale.
L’edizione che ho appena finito di leggere è dell’anno scorso ma in realtà il libro è stato pubblicato nel 1997 e ristampato nel 1999. Da allora non ha avuto nessuna modifica o integrazione e siccome una decina di anni rappresentano un lasso di tempo abissale nel campo dei media, il libro risente un pò di questa scarsa attualità. Non tanto per le teorie presentate ma più che altro per alcuni esempi riportati e soprattutto per alcune previsioni che si sono ampiamente avverate (purtroppo).
Sartori in questo libro sostiene che l’avvento della televisione abbia portato un vero e proprio mutamento nel modo di pensare dell’essere umano, trasformandolo da Homo Sapiens in Homo videns.
L’apparato cognitivo dell’uomo, è, o era fino a qualche decennio fa, basato sul linguaggio e sulla capacità di astrazione e quindi il nostro concepire, conoscere e comunicare il mondo, sia esso esteriore, interiore o immaginato, avveniva attraverso concetti e quindi attraverso la parola.

La televisione con il suo primato dell’immagine ha spostato la natura stessa della comunicazione dal contesto della parola a quello dell’immagine e di conseguenza (in)formando milioni di telespettatori fin dalla tenera età, li diseduca nella loro capacità di astrazione. La parola è simbolo quindi necessita di spiegazioni, interpretazioni, contestualizzazioni, invece l’immagine è tale. Certo, può essere interpretata ma questo processo non è necessario ed indispensabile alla visione della stessa. Nell’era dell’immagine la parola, il racconto, le spiegazioni esistono solo come contorno, come voce fuori campo, in funzione dell’immagine. E se è vero che una immagine vale più di mille parole è altrettanto vero che mille immagini non danno un concetto. Leggi il seguito di questo post »

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