Archive for maggio, 2008

Il biologico fa male alla salute

Questo è un articolo apparso sul sito (non so se anche sul quotidiano in edicola) del Giornale.

Lo riporto interamente vista la rilevanza dei fatti e delle opinioni riportate, e per l’originalità di questa ennesima mistificazione.

Un caro e affezionato amico, mi ha recentemente sorpreso, data la sua non più giovane età, con una affettuosa lettera ove mi esprimeva il proprio «senso di disagio procurato dal mondo circostante, una specie di crisi personale sulla quale incidono, innanzitutto, i rapporti professionali». Chimico di professione, si lamenta egli di essere all’antica, perché insisterebbe a voler offrire la propria consulenza – che, data l’esperienza accumulata, sarebbe preziosissima – «per il meglio, cioè senza frodare». Non si capirebbe perché «per il meglio» e «senza frodare» dovrebbe essere «all’antica» finché non chiarisce che «frodare» significa, oggi, una cosa diversa che una volta.
Il verbo «frodare» – mi scrive – non va considerato, oggi, nel senso di aliud pro alio (come succedeva una volta). Tipo, per intenderci, il pacco ben confezionato con le illustrazioni di una magnifica radio ma con, dentro, un mattone: come non provare simpatia per chi te l’ha rifilato? Oggi la frode è concettuale, esaltativa di ciò che non c’è – e non può esserci. Essa consiste nell’inventare panacee, ora energetichea (vedi pannelli fotovoltaici), ora salutistiche (vedi prodotti omeopatici), ora nutrizionali (vedi cibi biologici), approfittando di tutti i mezzi che le norme – specie quelle comunitarie – consentono tra le pieghe delle loro astruserie e che, in forza della legge, inventano un valore aggiunto a prodotti che non valgono niente. Rimanendo in metafora, le frodi moderne ti vendono apertamente un mattone convincendoti che è una radio, facendosi aiutare, in ciò, da multimiliardarie campagne rese possibili dalla moderna era dell’informazione. La quale, accanto agli innegabili pregi, pone all’umanità una formidabile sfida: poter distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.
L’amministrazione della mia città, Modena, è modernissima e all’avanguardia. In nome di un comportamento autodefinito «virtuoso» – e senza naturalmente astenersi dal lamentarsi pubblicamente che Berlusconi abbia cancellato l’Ici per la casa d’abitazione – sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne (nell’accezione data dal mio amico) frodi. Tra cui mi piace citare i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali.
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Come fare il pane a mano

Dopo aver provato ad utilizzare una moderna macchina per impastare e cuocere il pane… abbiamo presto deciso di tornare ai metodi tradizionali!
Sicuramente il procedimento risultava più semplice e comodo, dovendo preoccuparsi solamente di versare nel contenitore gli ingredienti nelle giuste dosi. La pagnotta che veniva sfornata dalla macchina però risulta a mio avviso troppo “pesante”, troppo compatta e condensata.
Quindi, come dicevo, siamo tornati all’autoproduzione di quest’alimento tanto semplice quanto ricco e nutriente.
E allora veniamo alla mia ricetta non troppo segreta.

Ingredienti:
– 1 kg farina 00
– 2 bustine di lievito in polvere
– 1 cucchiaino di zucchero
– 4 cucchiaini di sale
– 600 ml acqua tiepida

Procedimento:
Mischiare in una ciotolina il lievito e lo zucchero (che favorisce la lievitazione) con un pò d’acqua e lasciare riposare per circa 15 minuti affinchè diventi una specie di cremina.
Versare in una terrina la farina, il sale, il lievito e, poco alla volta, l’acqua.
Mescolare bene con un cucchiaio di legno cercando di amalgamare il più possibile gli ingredienti.
Sporcare con della farina il tavolo o il piano di lavoro e versarci sopra l’impasto.

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Decrescendo Cantabile – Jean Claude Besson Girard

Decrescendo cantabile. Piccolo manuale per una decrescita armonica  – Jean-Claude  Besson-Girard
€ 16,00  pg 175
Jaca Book  2007

L’idea della decrescita fa paura. Come scrive Serge Latouche nella prefazione di questo libro, la pregnanza sul nostro immaginario della religione della crescita e dell’economia è tale che parlare di decrescita è letteralmente blasfemo e colui che vi si arrischia è trattato da iconoclasta. Ma parlare di decrescita è, al giorno d’oggi, auspicabile e necessario poichè con il delirio della crescita illimitata, in un mondo finito, la presunta razionalità del mondo economico svela la sua fondamentale irrazionalità.
Questo piccolo manuale, ad opera del pittore Jean-Claude Besson-Girard, si rivolge a tutti quegli “obiettori della crescita” che intendono sfuggire al degrado etico, materiale ed ambientale causato dall’economismo dominante.
Questo libro, diversamente da molti altri pubblicati negli ultimi mesi, incentra le sue argomentazioni non tanto sulle statitiche dei disastri ambientali o su teorie economiche, quanto sull’aspetto poetico dell’idea di decrescita.
L’autore individua nella degradazione dello spirito poetico e della facoltà di sentire e di interrogarsi le principali cause , allo stesso sintomi, del nostro stato di alienazione che ci porta a consegnarci ciecamente nelle mani della più grande utopia della storia umana, quella della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Leggi il seguito di questo post »

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Baby-gami – Fagotti e marsupi per principianti

“baby-gami – Fagotti e marsupi per principianti” – Andrea Sarvady
Salani Editore – 2005
Pg. 95 € 12,50

A una prima occhiata la copertina potrebbe sembrare quella di una delle raccolte di immagini di bambini della famosissima Anne Geddes. Questo libro, adattissimo a neo-genitori, spiega ed illustra in modo molto divertente, ironico, originale ma in alcuni casi anche pratico, l’arte del fasciare i neonati e del fasciarsi per portarli in giro con sè. Si passa quindi dal “fagotto da viaggio” in cui l’autrice consiglia di calmare il bambino fasciandolo con una mappa stradale; al “marsupio doppio sogno”, versione gemelli. Leggi il seguito di questo post »

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La paura e la speranza – Giulio Tremonti

La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla – Giulio Tremonti
€ 12,80 pg. 111
Mondadori Editore 2008

Che tipo di società vogliamo? Una società destrutturata e destabilizzata che smorza la voglia e la speranza di avere una famiglia e dei bambini, e una casa e una pensione o una società strutturata e stabilizzata sul lavoro e sulla famiglia e su valori che non siano dominati dal continuo ricatto dell’economia competitiva del precariato?
Mobilità geografica ed evoluzionismo spinto dalla competizione possono andare bene solo per la parte più forte e dinamica della popolazione, non per le masse che stanno alla base della nostra società.

Per cominciare a cambiare non serve molta fantasia, basta non essere ciechi.
Quello che è già successo basta e avanza per spingerci verso orizzonti mentali diversi da quelli dominanti, verso una visione diversa della vita, meno materiale e più spirituale, più comunitaria e più responsabile. Dobbiamo abbandonare la riduzione ideologica riduzione ideologica dell’uomo nel mercato: esisto per consumare, consumo e dunque esisto.

La fiaba del progresso continuo e gratuito e’ finita. Un viaggio lowcost puo anche costare meno di 20€ ma una spesa media al supermercato anche più di 40!: come in un mondo rovesciato il superfluo viene a costare assurdamente meno del necessario.

Le cause del male sono nella globalizzazione e nel mercatismo.

Queste non sono frasi pronunciate da qualche anticapitalista radicale o da qualche sinistroide intellettuale del movimento altermondialista.
Questi sono le parole dell’attuale ministro dell’Economia del Quarto Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, nel suo libro La Paura e la Speranza. Leggi il seguito di questo post »

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